Luigi Sturzo, di cui tra poco ricorrerà il 150esimo dalla nascita (e speriamo che la Politica se ne ricordi e lo celebri degnamente), se fosse ancora vivo indicherebbe come perniciosa per la nostra democrazia, oltre alle tre Malebestie, che indicò nello statalismo, nella partitocrazia e nello sperpero del denaro pubblico, una quarta Malabestia, quella della manipolazione della comunicazione pubblica, artefatta a gogna, caccia al diverso ed al capro espiatorio.

Luca Morisi quando chiamò Bestia la macchina mediatica che con un budget di 600.000 euro l’anno innalzò alle stelle gli indici di gradimento di Matteo Salvini, “il Capitano”, sicuramente non si rendeva conto di aggiungere alla storia un’altra figura retorica di primo piano, sul piano naturalmente della negatività dell’azione politica e della minaccia alla nostra democrazia.

Reiterazione organizzata di un giudizio, di un concetto, di una metafora su dati e fattori impostati sulla presa emotiva e non razionale, sulla scelta immediata, semplice, intuitiva anche per problemi e questioni complesse e non sulla verifica puntuale e documentata, rende la percezione luogo comune, quindi opinione, quindi ancora consenso.

Tutto ciò è scientificamente dimostrabile?

Tutto ciò è stato analizzato e studiato?

Certamente: da Noam Chomsky, linguista, filosofo e teorico della comunicazione al Massachussets Institute of Technology di Chicago, che ne ha tratto un  “DECALOGO DELLA MANIPOLAZIONE SOCIALE”, che forse Morisi ha mandato a memoria:

  • Strategia della distrazione: proporre a getto continuo argomenti ininfluenti per distogliere l’attenzione da altre questioni d’interesse magari proprio e personale.
  • Creare il problema e offrirne la soluzione, anche se essa sia banale, ovvia ma indimostrata.
  • Strategia della gradualità: far accettare misure o analisi inaccettabili, col contagocce mediatico e con una gradualità apparentemente logica.
  • Strategia del differire: indicare una soluzione dolorosa e necessaria, ma in futuro, per prepararne il consenso quando sarà adottata.
  • Parlare al pubblico come a dei bambini; concetti elementari, evocazioni visive, risposte scontate e rassicuranti.
  • Emotività e corto circuito emozionale per interrompere un filo logico e razionale di argomenti.
  • Tacere sui meccanismi consensuali adoperati; della Bestia sappiamo poco che niente: quanto costa veramente, quante persone coinvolge, chi suggerisce i temi da trattare e come e soprattutto chi colpire.
  • Promuovere la mediocrità indicando nelle èlites, cioè in chi interpreta la cultura ed il sapere, l’obiettivo nemico da combattere.
  • Indurre sensi di colpa per non essere sufficientemente intelligenti e capaci.
  • Conoscere il pubblico, la gente, i cittadini attraverso i data base e quant’altro messo in campo nei social media, meglio degli stessi interessati, in modo da esercitare manipolazione e magari controllo.

Non so se ho esagerato nell’indicare Luca Morisi come cattivo allievo di Noam Chomsky; di certo ha poco a che fare con il Padre della Patria Luigi Sturzo.