“Ai Comuni servono  con urgenza le dotazioni finanziarie necessarie a fronteggiare i maggiori oneri che gli enti stanno già ora sostenendo e che dovranno continuare a sostenere per fronteggiare l’emergenza mentre gli effetti, in termini di minori entrate,  impatteranno in modo fortemente negativo e altamente pericoloso sulla tenuta dei bilanci.

Rischiamo il default dell’unica istituzione di prossimità sul territorio nazionale!”

“Siamo vicini al collasso del sistema ospedaliero e sanitario lombardo; tra poco non riusciremo più a curare i nostri cittadini!”

Questi appelli, del Presidente dell’ANCI, DeCaro e della Lombardia, Fontana, si sommano a quelli degli imprenditori, delle aziende artigiane ed agricole, dei commercianti, di tutti coloro che ricavano il proprio reddito vitale dall’iniziativa privata.

Quindi si pone un problema nell’immediato che è semplicemente di tenuta, di sopravvivenza, di salvare il possibile; l’altro di prospettiva che riguarda chi riuscirà a ripartire e con quali risorse potrà farlo, mentre assistiamo al crollo della finanza globale in una depressione delle borse che supera quella del 2008 con la crisi dei sub prime, con la differenza che il giorno dopo di allora si poterono avviare le prime misure di recupero; qui non si sa neanche quando arriverà a livello globale il picco del contagio.

Insomma il guaio è gigantesco anche rispetto ai pigmei, come l’Europa, il Fondo Monetario, che reagiscono in modo ordinario ed inadeguato; la BCE dalla nefasta dichiarazione della Lagarde, sino ai 750 miliardi di ieri, quando è stato chiaro che il “siamo in guerra” di Macron e il primo discorso alla nazione tedesca della Merkel hanno chiamato in causa la vera leadership comunitaria.

La herd immunity, l’immunità di gregge, che fine sta facendo in Inghilterra, se non rivelarsi una sciagurata strada impercorribile?

Eppure qualcosa ci sfugge: in Cina si è registrato l’altroieri un solo contagio ed il numero dei morti non ha niente a che vedere con le medie che stiamo registrando a Bergamo o pIacenza; in Giappone, il primo paese al mondo per invecchiamento della popolazione ha percentuali di contagio e di decessi lontanissimi dai nostri.

Certo un sistema chiuso ed autoritario come la Cina ha il vantaggio del controllo sociale e soprattutto dell’autodisciplina che ormai è divenuta senso comune; lo stile di vita dei giapponesi, improntato alla riservatezza, alla prudenza, al rispetto delle regole, fa la differenza da quel che succede da noi.

Ma forse c’è qualcosa da approfondire o scoprire e che capiremo purtroppo nel tempo e sulla nostra pelle.

Alcuni anni fa Bill Gates, l’inventore di Windows aveva intuito qualcosa dopo le epidemie della SARS e dell’Ebola, ed aveva teorizzato le grandi questioni rischiose per il futuro dell’umanità, le tre E: energia, ecologia, epidemia.

Probabilmente l’allarme sul riscaldamento globale o il petrolio hanno avuto più attenzione, quindi paghiamo anche una colpevole  impreparazione; in che misura, lo stiamo capendo ora.

 

Francesco Chiucchiurlotto