Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Se l’Italia non fosse quella della strategia della tensione e di Piazza Fontana; delle stragi Italicus, Piazza della Loggia, Via Fani, Via dei Georgofili, Capaci e Palermo, parlare di poteri forti ed occulti, di trame esterne ed estere, di cospirazioni, interferenze, pressioni indebite, farebbe certamente sorridere.

Purtroppo il Bel Paese ha nel suo DNA anche quei drammi, quelle interferenze.

Un uomo mite come il Presidente Mattarella, con una storia personale segnata drammaticamente dalla storia pubblica, ha assunto su di se una responsabilità enorme, quella di esercitare ai limiti delle sue prerogative (forse anche oltre perché ci vorrà tempo per capire meglio) il respingimento di un governo presentato da chi ne aveva avuto il mandato dall’espressione elettorale e democratica della sovranità popolare.

Tra l’altro non risolvendo il rischio che ne ha motivato l’atto, sia perché tra qualche mese molto probabilmente il confronto si riproporrà in modo ancor più drammatico, sia perché la speculazione sul risparmio degli Italiani non si è affatto arrestata.

Se non si allarga l’orizzonte e non si innalza il punto di vista, probabilmente non si potrà cogliere almeno parzialmente, la realtà che ha determinato quella scelta.

Intanto l’Italia continua ad essere la linea di faglia, di frattura, di confine tra mondi diversi e confliggenti: durante la Guerra Fredda tra est ed ovest con il più forte e importante Partito Comunista dell’occidente; oggi tra nord e sud dell’Europa e del Mediterraneo, con i più forti ed importanti Partiti Populisti dell’occidente.

Il Mediterraneo è diventato da “mare nostrum” angloamericano, a bacino mediorientale accessibile da Turchia, Libano, Israele, Siria, ed in particolare Russia; la Libia che faceva da tappo alle popolazioni migranti dell’Africa è nel caos, la Striscia di Gaza ribolle, Trump mette benzina sul fuoco a Gerusalemme ed in Iran.

Nella UE post-Brexit a trazione tedesca sempre più incerta, con Macron che sgomita (aveva subito telefonato al Presidente appena incaricato Giuseppe Conte!), la Spagna vicina ad un ennesimo voto, l’Europa dell’est sempre più sovranista e quella del nord sempre più egoista, l’Italia del 4 marzo rappresenta una anomalia che suscita incertezza e timore.

Non si tratta di mercati o poteri forti, almeno non solo, ma di dinamiche globali di portata eccezionale che attengono a scenari geopolitici da anni fuori controllo.

Un governo ”populista” rischiava di presentarsi a ridosso delle elezioni europee della prossima primavera con alcuni importanti successi anche senza violare i vincoli UE: provvedimenti sui costi della politica, sui tanti privilegi e potentati sinora intoccati come banche, giornali, sgravi fiscali, enti inutili e via elencando; una ripresa consolidata.

Sarebbe apparso come un modello vincente ma sicuramente destabilizzante per gli assetti europei attuali, non solo per la leadership tedesca, ma anche per lo scenario internazionale, con politiche estere volte ad est piuttosto che verso l’odierno ostile occidente trampista.

A questo punto è poco importante sapere chi o cosa ha motivato la Presidenza della Repubblica; ci trattano da fragili, infantili e tonti, come forse siamo, e pare non esserci ancora una via di uscita.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 160)

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