Francesco Chiucchiurlotto

Pur con le dovute differenze, la crisi dei subprime e della bolla speculativa in edilizia del 2008 negli Stati Uniti di Bush Junior, ha i fondamentali e le dinamiche esplosive del crollo di Wall Street del 1929.


Anche allora lo scoppio di una bolla speculativa coinvolse il mondo intero e fece tremare le fondamenta del sistema capitalistico con milioni di disoccupati, economie distrutte, vite di una generazione di essere umani segnate per sempre, come John Steinback descrisse nel suo capolavoro “Furore”.
La risposta alla crisi del 1929 fu profondamente diversa da quella data all’ultima; Roosevelt si comportò in modo opposto a quanto ha fatto Obama.
Allora la politica messa in campo dal ” New Deal”, il nuovo corso americano, fu un massiccio ricorso ad un programma di opere pubbliche statali per letteralmente sfamare milioni di disoccupati.
Si adottarono le teorie economiche di John Mynard Keynes, basate su un moltiplicatore degli investimenti che procedeva dal centro dello Stato alla periferia del mercato.
Ma soprattutto si sterilizzarono le cause intervenendo sulle banche con la legge Glass-Steagall, che impediva alle banche di deposito di fare speculazioni finanziarie.
Questa legge fu abolita durante la presidenza Clinton, cioè non da un Presidente repubblicano succube di Wall Street, almeno a parole, ma da un erede diretto di Roosevelt; cosi Barack Obama non fece altro che mettere al ministero del Tesoro USA lo stesso Tim Geithner di Clinton, risolvendo nell’immediato la crisi esportandola soprattutto in Europa, ma conservando intatte le cause di una prossima crisi speculativa.
Sono infatti le stesse banche ed addirittura gli stessi banchieri che continuano le stesse politiche speculative.
Thomas Piketty nel suo bestsellers sul capitalismo odierno, dimostra cifre alla mano, come l’1% finanziario continui a detenere in pochi anni il 91% dell’aumento di ricchezza postcrisi.
In casa nostra c’è’ un esempio palmare di come vadano lecose e di che natura sia stato il governo Renzi con il salvataggio delle banche.
Il Monte dei Paschi di Siena è stato salvato, dopo decine di miliardi sprecati, dallo Stato, cioè con i soldi dei contribuenti.
Ma un governo di sinistra o di centrosinistra, avrebbe dovuto agire in profondità sulle cause del dissesto ed operare su una banca nazionalizzata, in modo che fosse per vincolo legislativo una pura banca deposito-investimento al servizio delle imprese e delle famiglie.
Si è preferita la linea della continuità ed appena si allenteranno i controlli saremo di nuovo a rischio.
A quando un nuovo Roosevelt?
Francesco Chiucchiurlotto

(Res 78)

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