Nel gioco degli scacchi, lo stallo è il termine con cui si indica la situazione in cui un giocatore non ha a disposizione mosse legali effettuabili pur non trovandosi sotto scacco. Lo stallo ne determina la fine con il risultato di patta.

Nell’attuale partita, non certo di scacchi ma della nostra politica, c’è una situazione analoga a quella descritta?
Cioè: le compagini governative sanno di durare sino alla fine della legislatura godendo attualmente di condizioni irripetibili e straordinarie che in caso di elezioni domani vedrebbero ridimensionate drammaticamente le loro forze di rappresentanza, come i Pentastellati, oppure con il rischio di sparire come Italia Viva a seconda della legge elettorale prescelta; oppure ancora destinate all’irrilevanza, come il Partito Democratico di fronte ad una quasi sicura vittoria delle destre.
Sapendo quindi che durare al governo dipende soltanto da loro li fa sentire sicuri, lontano da una qualsiasi minaccia come nella metafora dello Scacco al Re del nobile ed antichissimo gioco.

Nel Centro Destra le mosse effettuabili sono puramente e semplicemente quelle della conservazione di un consenso vicino alla metà dell’elettorato, con possibili, ma per la coalizione, ininfluenti travasi tra una compagine e l’altra; anche se il trend dei Fratelli d’Italia pare inarrestabile a spese dei partners, e la vocazione governativa ad un centro responsabile di Forza Italia pare anch’esso crescere, un poco per celia, un poco per non morire.

Prendiamo quindi per buona questa visione di stallo; che effetti produce?
Sicuramente una deresponsabilizzazione ed una contrapposizione tra fattori sociopolitici che contrapposti non dovrebbero essere, per il bene di tutti.
Vediamo: la gestione della pandemia nei mesi estivi è stata irresponsabile sia da parte del governo che dell’opposizione. Mentre il primo si crogiolava nel successo della prima ondata, l’altra addirittura passava nel campo dei negazionisti o dei riduzionisti; vedere oggi Salvini con la mascherina dopo le manifestazioni e le declamazioni senza, è una plateale smentita di ogni suo crisma di attitudine al governo della cosa pubblica.

Ma chi ci governa, ed approfitta del COVID 19 come monotema mediatico, sa che solo in Italia i provvedimenti contro la crisi pandemica si chiamano RECOVERY FUND (fondi di recupero), mentre in tutti gli altri paesi della UE si chiamano NEXT GENERATION UE, cioè risorse per le nuove generazioni da spendere per l’ambiente e l’informatica???

Intanto lo stallo produce altri effetti negativi nella contrapposizione tra poteri regionali e statuali alle prese con la pandemia: il governo centrale non ha strumenti istituzionali corretti per rapportarsi con il territorio: lo Stato è una componente della Repubblica al pari di Regione e Comuni, ma dirige le Conferenze e quindi ad impone la propria linea, almeno sino a che il sistema delle Conferenze sarà riformato come da Costituzione vigente.

Così il lavoro produttivo, industria, agricoltura, manifattura in genere, è contrapposto a quello dei servizi, commercio, ristorazione, cultura e divertimento, a danno di quest’ultimo.
Poi c’è la contrapposizione tra partiti, insomma nessuno che ha vantaggi ha interesse ad una sintesi di mediazione. Poi si comincia ad avvertre Putin nei nostri social media: mai dimenticare che il già capo del KGB è maestro di un’arte precipua della vecchia URSS, la DISINFORMATIA, che già ha dato buona prova di sé negli USA, e nelle vicende del Covid.
Lo stallo rende la partita di scacchi patta; quindi se ne ricomincia un’altra, ma occhio!!

 

Francesco Chiucchiurlotto