Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Per mirabile coincidenza, una sentenza della magistratura riabilita Silvio Berlusconi alla candidabilità politica al Parlamento italiano, proprio mentre esce nelle sale cinematografiche la seconda parte di LORO il film del regista premio oscar, Paolo Sorrentino.
Chi ha potuto vedere entrambi i film, che opportunamente montati ne diventeranno uno solo per il mercato estero, si è fatto una idea del tentativo di Sorrentino di cogliere uno spaccato della realtà italiana che si è identificata per lungo tempo con la vita di un uomo, che ne ha fatto il suo palcoscenico, il suo terreno di conquista, il suo mercato ed il suo capolavoro.

I giudizi sul film sono controversi, a differenza di altri analoghi lungometraggi di Sorrentino come IL DIVO, su Giulio Andreotti o LA GRANDE BELLEZZA, su Roma; il nervo scoperto che costituisce ancor oggi per gli Italiani Berlusconi non poteva registrare unanimità di valutazione, tali e tante sono le possibili ipotesi di sceneggiature, che quella scelta dal regista appare per molti la più fragile e scontata.

Ma a rendere giustizia a Sorrentino ed a darne un conio di geniale prefigurazione, c’è appunto la sentenza di ripristino dei diritti civili sospesi, tra i quali quello di elettorato passivo che lo rende candidabile da subito, cioè al primo posto resosi vacante negli eletti all’uninominale: si è già aperta la corsa a chi offre per primo il seggio.

C’è un continuum tra il film e quest’ultimo avvenimento, che diviene spiazzante; non si capisce bene se stiamo ancora in sala a vedere l’ennesima apparizione di LUI che risorge per l’ennesima volta, malgrado tutto quello che intorno LORO, moglie compresa, gli combinano; è l’inatteso LORO 3.

Non solo non sappiamo dal film chi è o chi fosse Berlusconi, anche se alcuni indizi azzeccati ed originali vi ci sono; ma sfuma quel tentativo che probabilmente tutti hanno fatto all’uscita dalla sala, di capire meglio e di più, di confrontare giudizi ed impressioni, di rivelare una qualche particolare intuizione, al proprio vicino/a di poltroncina o al proprio gruppo di amici.

Sfuma la voglia di dare un giudizio definitivo, perché la storia e quindi il film, continua fuori dalla sala, si arricchisce di novità eclatanti; ma come stavamo aspettando il ricorso alla Corte di Giustizia di Strasburgo e la magistratura ci fa questa sorpresa? Giustizia ad orologeria?

Sfuma la soddisfazione di aver chiuso ed archiviato la vicenda, perché ancora una volta la realtà supera la fantasia: nel bel mezzo della crisi di governo più complessa di sempre; proprio mentre un estremo tentativo di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa si svolgeva davanti a noi, eccoli di nuovo LUI e LORO; LORO il vastissimo popolo che ha creato, nutrito, forgiato, accudito, a spolverare lustrini e paillettes per ricominciare quel bunga bunga, forse più innocuo e burino di come ce l’eravamo immaginato.

Ma non ci saranno idee nuove o soluzioni mirabolanti: dalla flat tax e dal milione di posti di lavoro alle dentiere gratis per gli anziani, dai condoni più vari alla detassazione della prima casa, da Ruby allo spread incontrollabile; forse c’è da attendersi interdizione, contrasto, colpi bassi, insomma Berlusconi 2 la vendetta?

Lo vedremo a breve, ma dopo Lui e dopo LORO, NOI che facciamo? Accetteremo di pagare il solito pesantissimo biglietto per un film che non riesce più a finire?”

Francesco Chiucchiurlotto (RES 158)
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