“A tocchi a tocchi la campana sona, li Turchi so arrivati alla marina…”.

La campana metaforica di una struggente canzone romanesca del settecento, è da qualche tempo che suona, ma pare che nessuno sappia ascoltarla.

Infatti i Turchi, non metaforici stavolta, ma armati sino ai denti sono arrivati alla marina di fronte a noi, a qualche centinaia di chilometri dalle italiche coste.

La divisione della Libia in zone di influenza turche e russe (solo in un film di fantascienza si poteva ipotizzare una presenza marinara così massiccia dei Russi) è la prova provata che la geopolitica globale è in una accelerata evoluzione che ha un obiettivo specifico chiaro, l’Europa, l’Unione Europea, l’Euro.

Naturalmente le mie sono semplici constatazioni e non analisi da LIMES, la rivista di geopolitica più prestigiosa che abbiamo, ma riflettere su quel che vediamo e mettere insieme i pezzi per una visione  più ampia delle cose, non può che essere utile, come Res Publica si propone in questo 390° pezzo.

Francesi ed Inglesi riscoprendo pulsioni neocolonialiste a danno dell’Italia, particolarmente debole per le vicende giudiziarie di un Berlusconi, Presidente del Consiglio ed amico personale di Gheddafi, impantanato nell’inchiesta sulle Olgettine, Bunga Bunga & affini, nel marzo del 2011 scatenano violentissimi blitz aerei che portano alla caduta ed alla morte del Rais libico.

Oggi che Sarkozy, il protagonista dell’evento, è stato condannato in Francia per corruzione, si dice che l’intervento doveva servire a cancellarne le tracce.

La presenza turco-russa in Libia costituisce la cerniera sud che chiude all’Europa l’accesso all’Africa ed ai suoi tesori, e mette nelle mani di potenze straniere due “rubinetti”: oltre a quello scontato del petrolio e delle materie prime strategiche per la new economy, quello dei flussi migratori.

È come avere una pistola puntata alla tempia le cui pallottole sono l’invio di milioni di profughi, migranti, diseredati, sulle nostre coste da est e da sud.

Il fragile equilibrio raggiunto a suon di miliardi di euro per Racep Erdogan, per bloccare ai suoi confini migliaia di migranti, con le nuove basi libiche è saltato e si regge soltanto sulla mano libera concessagli in quell’area del già Mare Nostrum.

Non è che altrove vada meglio: a nord est i 4 di Visegrad, Cekia, Slovacchia, Polonia, Ungheria ( ma perché cavolo sono stati fatti entrare in UE?) continuano a prendere senza dare e la cacciata de magiaro Orban dal PPE, sposta l’asse del Parlamento Europeo verso una destra sovranista ingestibile e pericolosa.

Ad ovest la Brexit ci ha privato della copertura atlantica inglese che avrà effetti negativi per entrambi; ci si mettono anche Austria e Danimarca con gli accordi per il vaccino anticovid con Israele, a dimostrazione che la Commissione a debole guida Von Der Leyen è sottomessa allo strapotere della finanza internazionale e delle holding, stavolta farmaceutiche.

Altre ombre inquietanti avanzano con il prossimo pensionamento di Angela Merkel dopo l’insuccesso di affidarne l’eredità ad Annegret Kramp- Karrenbauer; l’attuale Presidente CDU, Armin Laschet, l’altro candidato, ha un nome più pronunciabile ma se ne sa poco altro.

Insomma non siamo affatto messi bene ed in attesa che il neo Presidente Joe Biden ci dia una mano, viene proprio da dire: Mamma li Turchi…!!!”

Francesco Chiucchiurlotto