MARX COI BIGODINI
MARX coi bigodini - L'immagine è di Carlo Chiucchiurlotto

Continuo, “un po’ per celia un po’ per non morire”, a leggere e commentare Maurizio Barca perche’ a sinistra c’e’ poco altro da fare e con lui almeno puoi provare a confrontarti con qualcuno che prova a sua volta, a dare un approccio sistematico ai problemi che ci sono in quel campo ed a praticabili soluzioni che non siano l’ennesima scissione.

 

Per esempio, come si faceva una volta, enumera i concetti che ipotizza correlati e li analizza in modo tale da offrire per una militanza contemporanea, nuova e volitiva, uno spartito su cui suonare necessita’ personali, bisogni collettivi, analisi lucide, pratiche mobilitanti.

 

Per Barca (Espresso 29.12.19) il 2020 si apre con tre questioni aperte ed altrettante indicazioni spendibili: 1) le forme dell’impegno per l’emancipazione sociale – 2) le varie destre che rischiano di saldarsi in un unico fronte – 3) la risposta possibile che non sta solo nel pubblico ma anche nel collettivo.

 

Sul primo punto, in assenza di forme partito adeguate o adeguabili, non resta che il resto: cioe’ tutto cio’ che fa movimento, mobilitazione, organizzazione e di cui, dai 5 Stelle alle Sardine, abbiamo visto le manifestazioni piu’ eclatanti; ma c’e’ ben altro, per esempio le Sezioni o Circoli dei partiti tradizionali che funzionano, si aprono, interagiscono; i gruppi di lavoro scolastici, universitari, sociali, locali; i giri di amici che si interessano di politica; i gruppi consiliari negli enti locali, ecc,

 

Tutte aggregazioni che abbiano il mandato del confronto, della discussione, della sintesi, nell’aula, in ufficio o della piazza.

 

Sulle destre, (neoliberista, conservatrice ed autoritaria), il problema assai complesso e’ riuscirne a cogliere le contraddizioni e soprattutto farle emergere, evitando appunto il loro saldarsi sui temi del sociale, della sicurezza, dell’identita’ nazionale.

 

Sulla prassi necessaria per un impegno che batta le destre, Barca immette una novita’ sulla quale ci chiama ad approfondire e sperimentare: il collettivo, cioè la dimensione che va oltre l’individuale e che ha la capacità di riprodursi e diffondersi.

 

Infatti e’ vero che gran parte delle risposte sia culturali, politiche, tecnologiche toccano alla parte pubblica, cioe’ alle istituzioni costituzionali che piu’ che riformate vanno rivitalizzate ; ma senza una attivazione di istanze organizzate e collettive che, anche in misura minima e locale, si formino, agiscano ed interagiscano su temi, obiettivi, necessita’, bisogni e desideri, non si avranno i risultati necessari: perché non provare?

 

Francesco Chiucchiurlotto