Di Giuliano Ferrara si può tranquillamente dire tutto ed il contrario di tutto: presente agli scontri di Valle Giulia il 1 marzo 1968 in cui il Movimento “carica” la Polizia che aveva sgombrato l’occupazione della facoltà di Architettura a Roma; figlio di Maurizio, Presidente della Regione Lazio e dirigente comunista; dirigente comunista anch’egli nella Torino operaia degli anni ’70; poi giornalista, anchorman televisivo in programmi famosi come “Qui radio Londra” ed “Otto e Mezzo”.

Poi la virata a 180 gradi con la cotta per il Cavaliere di cui diviene anche ministro, e per il quale inventa l’anticomunismo viscerale storico ideologico; ed infine il Foglio, giornalone di qualche merito intellettuale, in particolare il sabato.

Questa lunga introduzione al tema perché sabato scorso ho letto sul Foglio l’intemerata, la Filippica, l’invettiva più forte, salace, cattiva, circostanziata di sempre: quella di Ferrara contro Salvini, che inchioda il partito più forte (stando ai sondaggi) d’Italia ad una profonda costitutiva inconsistenza politica, ad una impossibilità lancinante e perentoria a poter svolgere un ruolo politico, finanche d’opposizione.

Lo sguaiato attacco all’Europa, la improvvida chiamata in campo di Draghi, sono bollati a fuoco nel campo della stupidità e dei peggiori difetti che si possano attribuire ad un politico.

Una leadership salviniana non potrebbe che chiudere in un ghetto il nostro Paese, in buona compagnia della Lepin, Orban & C.; come non capire che le contraddizioni in seno alla compagine europea vanno allargate con una politica di dialogo e certosino accordo e non chiuderle con mosse da gradasso, tipiche di pachidermi in una cristalleria.

Come non capire poi che il ruolo di una minoranza, soprattutto nell’emergenza attuale, non può essere quello di alzare ogni volta l’asticella degli interventi: hai detto 3 ? io dico 6; hai detto 6?; io dico 9, 100, 1000…

Se sono in gioco interessi complessivi che riguardano la Patria, che senso ha la polemica, la visibilità, la contrapposizione ad ogni costo? Ma che razza di sovranismo è quello che indebolisce il sovrano??

Eppure c’è un bisogno estremo di statisti qui da noi; Ferrara definisce Salvini “soggetto pericoloso per le istituzioni” ed in qualche modo si affida al Bisconte, ma il punto è che l’Europa non ce la fa più: la crisi del 2008, la questione immigrazione ed ora la pandemia economica che si sta abbattendo su di noi, dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che la guida germanofona (Germania, Austria, Olanda – 100 ml di ab.) sa fare in comune soltanto i loro interessi e spesso in modo scorretto e truffaldino, come per la politica fiscale.

Dopo il massacro della Grecia, le politiche rigoriste che hanno impoverito l’area mediterranea, le speculazioni finanziarie ed il tradimento sugli immigrati, la flotta russa nel mediterraneo, i Turchi in Libia ed i dazi di Trump, la Brexit, è tempo di cambiare.

Dio solo sa quel che ci occorre e Chi, ma può essere utile ai 27 una immagine di geopolitica eloquentissima: l’Europa è la propaggine ovest dell’Asia; ad est non ha confini ne mare difendibili; se si attarda in cieco egoismo sul tornaconto dell’immediato, finirà in un sol boccone nelle fauci già spalancate di Russia e Cina, regimi autoritari industrial militari, che non debbono rispondere che a se stessi ed ancora una volta: o Franza o Spagna, purchè se magna!”

Francesco Chiucchiurlotto