A tutti è nota la leggendaria frase “Mille e non più di mille”, che si riferisce alla durata del mondo e dell’umanità, concessa da Dio creatore e riferita direttamente da Gesù Cristo in uno dei Vangeli Apocrifi che imperversavano nel medioevo.

Frase leggendaria, affascinante e verosimile, ma del tutto inventata ed ante datata semplicemente perché i calendari dell’epoca erano i più vari, ed il 31 dicembre del 999 non era convenzionalmente collocabile per determinare negli umani un timore panico sulla fine del mondo e l’avvento dell’Anticristo, di cui si narrò.

Ma questa frase e questo numero ben si adattano ad un’analisi numerologica che trova  da noi proprio nel mille il limite di durata di ben  65 governi su 67, quello Draghi compreso, che bene che vada sino alla fine della XVIII legislatura non avrà più di 1000 giorni di durata.

E’ questa un’anomalia tutta italiana, almeno in ambito occidentale od europeo, che se non fosse per la “resilienza” (lo usano tutti … e stavolta non è a sproposito) del nostro sistema democratico, avrebbe fatto la rovina irreversibile di ogni altra nazione.

Nella cosiddetta Prima Repubblica la continuità amministrativa delle decine di governi della Democrazia Cristiana, a sua guida o a suo peso specifico, era assicurata dalla fedeltà atlantica e vaticana e dal sistema bloccato dal famoso fattore K, che stava per Kommunist.

Una solidissima base culturale cattolica, umanistico-scolastica, faceva il resto, tanto che si narrava che dopo aver fatto nella Direzione di Piazza del Gesù le lottizzazioni ed i riparti simoniaci del caso, si commentavano appassionatamente le encicliche papali.

C’era anche una remora morale immanente e temuta, quella del Vaticano, o meglio della Chiesa, che produsse sì il manuale di Massimiliano Cencelli, ma anche la formula:” Due dei miei, due dei tuoi ed uno bravo!”

Inoltre una struttura burocratica di ferro garantiva la continuità tecnica della linea politica.

Alcide De Gasperi dal 1946 al 1953 presiedette ben 8 governi; Giulio Andreotti in varie legislature 7, seguito da Amintore Fanfani con 6 e da Mariano Rumor ed Aldo Moro 5.

Cinque Presidenti di Consiglio DC durarono per complessivi 31 governi, non c’è male; e quando oggi Sua Franceschinità, in arte Dario, riemerge da ogni ondata di crisi lucido come uno scoglio, non pare di riascoltare sublime il canto salmodiante della Balena Bianca?.

Mille, non più di mille giorni: come quelli fatidici e mitici di John Fitzgerard Kennedy, dal 20 gennaio 1961 al tragico 22 novembre 1963; qui da noi chi ha superato i 1000 giorni di governo sono incredibilmente gli esponenti geniali di due diverse generazioni e schieramenti: Silvio Berlusconi e Matteo Renzi.

Il primo dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, antesignano del populismo nostrano e mentore di spericolati politici-imprenditori sul tipo di Donald Trump, ancor oggi in pista come Nonno del centro-destra, simil moderato ed iper opportunista dello scenario italiano.

L’altro, dal 24 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, il “Bomba”, il “Florentin” che ci ha dato Mattarella, Conte e Draghi e che ebbe la delicatezza di “serenizzare” Enrico Letta di 14 febbraio, San Valentino, festa degli innamorati. What else?!!!!!

Francesco Chiucchiurlotto