Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – Domenica scorsa a Proceno il Sindaco Cinzia Pellegrini ha intitolato una piazza del paese a Nello Diamanti, che ne fu Sindaco per lungo tempo, dirigente comunista famoso e stimato, protagonista delle lotte contadine del dopoguerra e tante altre cose che cambiarono la storia della sua terra e del Viterbese.
La cerimonia è stata preceduta da una rievocazione storico biografica organizzata dalla Fondazione Gualtiero Sarti, rappresentata da Tolmino Piazzai, già Sindaco di Acquapendente e svolta dal Senatore Ugo Sposetti che lo conobbe bene e che con lui condivise molto del suo percorso politico.

La rievocazione della vita e dell’attività politica di Nello Diamanti è stata arricchita da una minuziosa ricostruzione d’archivio che ha messo in luce aspetti anche sconosciuti di una personalità eccezionale per il rigore culturale, la disciplina morale, l’appartenenza politica, tutti valori che nel secondo dopoguerra contrassegnavano il cursus honorum degli iscritti ai cosiddetti partiti di massa, indipendentemente dalla fede ideologica professata.

Il sacrificio personale si accompagnava in Nello al coraggio di affrontare le conseguenze delle proprie idee e delle azioni conseguenti, che in tempi duri per chi era dalla parte degli sfruttati, poteva significare denunce, discriminazioni, angherie ed anche la galera.

La cosa che emerge con forza dalla narrazione della sua vita sono le caratteristiche della sua militanza politica nel PCI, ma come detto, riscontrabili anche nei partiti coevi: la cultura intesa come arricchimento personale e riscatto sociale, che diventava studio sin dalla lettura del giornale o delle riviste, da diffondere al popolo minuto dei mezzadri che solo nella sezione di partito potevano avere informazione e formazione ed esprimere quella dialettica che affondava nelle proprie condizioni sociali, che diventava partecipazione, voto, potere.

Poi altro aspetto caratterizzante il periodo, l’”investimento” nelle nuove generazioni, chiamate prestissimo a ricoprire incarichi importanti; giovani contrassegnati da un forte rispetto nei confronti di chi offriva loro con la sua storia una sede per discutere ed affermarsi ed un esempio da tenere in buon conto.

Ma a differenza di oggi, essi trovavano un contesto di uomini, come Nello Diamanti, e di idee, come la referenza ideologica del tempo, che ne frenavano le ambizioni personali e ne controllavano ed indirizzavano l’attività politica, evitando che superficialità o cattivi sentimenti finissero con coinvolgere il partito.

Che fare di tanto patrimonio, di tanto esempio? Può essere come la fiammella di una candela destinata a spegnersi dopo aver sparso intorno chiarore; oppure come la fiammella di un boiler, che resta quietamente accesa in attesa che si apra il rubinetto del gas per incendiare i fornelli che faranno bollire l’acqua. A ben vedere anche questo è uno dei tanti temi che si agitano oggi sulla scena politica italiana.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 95)

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