Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – L’Italia è preda del fuoco, che come un morbo altamente infettivo si propaga, soprattutto laddove la siccità ne favorisce l’innesco, laddove il fenomeno non si era mai verificato, laddove, come per il bosco a forma di DUX, qualcuno avrebbe voluto appiccare l’incendio.

Insomma la natura umana, al peggio del suo fondo, si è scatenata, ma è a questo che servono le istituzioni: a controllare, educare, indicare, intervenire, punire le espressioni peggiori dell’uomo, per garantirne pacifiche e prospere relazioni sociali.

E’ di tutta evidenza che qui le istituzioni sono in affanno, che intervengono in una guerra perduta in partenza quando spento un focolaio se ne accendono cinque, dieci nuovi; quando ogni canadair costa di migliaia di euro a fine giornata; quando di prevenzione, guardiania, programmazione se ne è persa la cultura, forse anche la nozione.

Possiamo dire che una delle cause principali di tale disastro è lo scompiglio istituzionale provocato dalla legge Del Rio e da altri provvedimenti governativi sulle Province, sul Corpo Forestale, sulle Comunità Montane, sui Comuni?

Assolutamente SI, non solo va detto, ma va imposto il ripristino istituzionale delle parti incostituzionali della legge n°56/14, ispirate alla “attesa” della vittoria del SI al referendum del 4 dicembre scorso, come appunto l’abolizione delle Province e la creazione delle inutili Città Metropolitane; è come eseguire una condanna a morte in attesa della sentenza.

Ma c’è un’altra prova provata che il dissesto istituzionale, stavolta di un intero ventennio, provoca disastri immani in termini di vite e distruzioni: i terremoti.

La nostra storia patria è punteggiata di terremoti: dal 2000 ci sono stati 39 terremoti sopra 5 punti di magnitudo; abbiamo stanziato e in parte speso 39 miliardi per la ricostruzione degli ultimi 3 sismi: 17,4 per L’Aquila 2009 – 8,1 per l’Emilia nel 2012 – 13,1 per il Centritalia nel 2016 e non abbiamo certo finito.

L’ultimo terremoto ad Ischia, di magnitudo 4, non avrebbe dovuto comportare danni se le istituzioni avessero funzionato.

Questo è il punto, le istituzioni ! Il loro armonico funzionamento che la Costituzione indica chiaramente, da anni inapplicata; il loro necessario finanziamento, che la Costituzione garantisce, da anni inapplicata; la funzione amministrativa che la Costituzione, da anni inapplicata, assegna ai Comuni ed alle Province, e non alle Regioni.

Poi i tagli assurdi, colpevoli, dannefici ai Comuni, scaricabarile degli sprechi ministeriali e delle voragini dei bilanci regionali: 9 miliardi in meno soltanto dal 2011 al 2015; investimenti bloccati dal patto di stabilità per un decennio; 50.000 dipendenti in meno in 5 anni per un demenziale turn over. Chi doveva controllare il miglioramento e l’adeguamento sismico di edifici pubblici ed abitazioni, contenere l’abusivismo, programmare controlli, pianificare interventi, mettere in campo competenze e professionalità adeguate, informatizzare la propria burocrazia? I Comuni moribondi o le Province ridotte a zombi?

Oggi, dopo il danno la beffa, le Regioni hanno migliaia di unità di personale provinciale inutilizzato ed inutilizzabile: qualcuno deve rimettere a posto le cose; qualcuno deve fermare gli apprendisti stregoni.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 105)

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