Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO Ho incontrato, meglio sarebbe dire incrociato, Jeremy Rifkin in un albergo di Venezia in cui seguivo un convegno, una mattina di primavera di qualche anno fa, durante la colazione; mi avevano detto che era in una stanza accanto e spinto dalla curiosità di vederlo mi ci sono avvicinato.

Mentre lo guardavo a qualche metro di distanza, lui se ne accorse ed alzando lo sguardo verso di me accennò un saluto ed un sorriso. Contraccambiai con un “buongiorno” e proseguii verso il mio tavolo.

Mi rimase a lungo impresso il suo sguardo sereno e comunicativo, quell’accenno di sorriso e di saluto ad un perfetto sconosciuto che poco educatamente lo stava fissando; ma forse era abituato agli effetti della notorietà ed il suo buon carattere lo predisponeva ad un cortese approccio con gli altri.

Ci tenevo a vedere Rifkin, perché alla fine degli anni ’80 avevo letto “ENTROPIA – UNA NUOVA CONCEZIONE DEL MONDO – ed ero rimasto colpito ed affascinato da un libro in cui per la prima volta in modo sistematico ed approfondito si ponevano le basi del concetto di sostenibilità ambientale con infiniti spunti e addirittura appunto, come profetizzava, per una nuova concezione del mondo.

Tutto è fatto originare dalle due leggi della termodinamica che abbiamo più o meno bene studiato a scuola: la materia e l’energia nell’universo sono costanti e non possono essere né create né distrutte; la materia e l’energia, in un sistema “isolato”, possono essere trasformate in una sola direzione: di inutilizzabilità, di indisponibilità, di disordine.

Questo costante degrado si chiama ENTROPIA.

Mi è venuto in mente Jeremy Rifkin ed il secondo principio o legge della termodinamica leggendo le paginate che sui giornali sono dedicate al Partito Democratico ed in particolare alla cena/party di finanziamento e rilancio della corrente di Matteo Renzi; 150 tra parlamentari e dirigenti di partito, più o meno lo stesso ben consistente numero di quelli che firmarono la nota alla Direzione per non tenere alcun rapporto con Di Maio e M5S.

Quelle firme erano notevoli per numero ed adesione ad una linea politica che veniva dopo il 4 marzo; quelle presenze sono notevoli per numero ed adesioni ad una linea politica che ha sicuramente facilitato la formazione del governo giallo verde.

Stiamo quindi assistendo al permanere di un gruppo dirigente interno al PD coeso e determinato intorno al proprio leader, inscalfibile rispetto ai risultati ed ai fatti.

E’, a mio parere, la palese applicazione della legge dell’entropia a questo tassello di politica: il sistema correntizio renziano è chiuso, isolato e rappresentando gran parte dell’intero partito fa in modo che anch’esso sia chiuso ed isolato, fa in modo che non comunichi né si contamini all’esterno, quando solo dall’apertura potrebbe venire una soluzione.

Quindi ne deriva che il PD sia inutilizzabile dai propri iscritti e sodali; indisponibile ad alcuna opzione politica; disordinato, come registriamo ogni giorno sulla scena politica. Ma forse è un salto di disciplina improprio, e non è di entropia che soffre il PD…(!?)

Francesco Chiucchiurlotto (Res 176)
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