• Prof. F.M.Fabbri, la guerra Russo – Ucraina avrà conseguenze oltre gli attuali contendenti perchè stanno saltando per il futuro alcuni capisaldi della civile convivenza a cominciare dalle convenzioni internazionali ?

 E’ proprio dopo i conflitti mondiali della prima metà del ‘900 che in un’ottica di “mai più guerre”, si è sviluppato il Diritto Internazionale, articolato in convenzioni, come quella di Ginevra, accordi sottoscritti da tutti gli stati, l’ONU. Ma non ostante i principi e gli obiettivi altisonanti, la lotta per la sua osservanza è ardua e la violazione del suo rispetto ha raggiunto il massimo nel conflitto in Ucraina, con stragi di civili, stupri ed altre nefandezze.
Putin nella sua visione di “accerchiamento”, di isolamento e di crisi economica e demografica del suo modello autocratico, ma anche per il fallimento dell’Operazione militare speciale che doveva essere una blitz krieg, è stato spinto a violare i più importanti principi del Diritto internazionale, pur di vincere sul campo a qualsiasi costo.

  • Quali sono gli accordi internazionali che ha violato la Russia?

 Schematizzando potremmo iniziare dalla Carta delle Nazioni Unite dove viene menzionato che l’uso legale della forza da parte di uno Stato, salvo casi di autodifesa, è subordinato alla preventiva autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, secondo le disposizioni del Capitolo VII della Carta ONU cui la Russia aderisce, l’uso della forza resta illegale per l’articolo 2 p.4 della Carta delle Nazioni Unite: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato…”. Poi le disposizioni della legge sui conflitti armati sancite dalle Convenzioni di Ginevra del 1949, dai Protocolli aggiuntivi del 1977 e dallo Statuto di Roma entrato in vigore nel 2002. Il non rispetto del “principio di distinzione” che proibisce di colpire installazioni civili non utilizzate per scopi militari, come ospedali, teatri, scuole o asili.
Tuttavia le giustificazioni dei russi si basano sul concetto di autodifesa, o sull’interpretazione estensiva dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite che, in questo caso, non può fungere da base giuridica per l’intervento russo a causa del mancato riconoscimento della sua legalità da parte degli organismi internazionali; questo “alibi” però poggia sull’esempio di Israele nel 1967, o gli USA in altre guerre preventive ancor chè vagliate dall’ONU.Anche le motivazioni sul Donbass, avrebbero dovuto avere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU, come è avvenuto per l’intervento in Libia..Oggi Mosca vorrebbe consentire l’elevazione delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk al rango di Stati indipendenti, ma questo scenario presuppone una secessione di questi territori dall’Ucraina, che è impossibile secondo il Dritto internazionale.

  • Vedremo altre violazioni a proposito della vicenda dell’acciaieria Azovstal?

Il tema è delicatissimo perché riguarderà lo status di belligeranza di chi resiste al V sub livello dell’impianto, ed anche dal fatto che sembra che non tutti siano Ucraini.
Francesco Chiucchiurlotto

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