Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – Su una cosa si può essere d’accordo, che gli Italiani siano un popolo straordinario; quel che è avvenuto è un fatto di grande portata sul quale dovremo riflettere a lungo tutti, esponenti del SI e del NO, perché una partecipazione così alta ed un esito così imprevedibile qualcosa vorranno pur dire.
Intanto la conferma del sistema tripolare, che già alle ultime elezioni aveva dato segnali netti che il PD non ha colto perché caduto “in incantamento” del suo leader-premier, ed anche per quel conformistico trasformismo che affligge da sempre la sinistra: due è più di uno e l’originale è sempre meglio dell’imitazione, come il ritorno di Berlusconi sulle scene mediatiche ha dimostrato, ricompattando l’elettorato moderato.

C’è poi la battaglia mediatica allungata volutamente a sei mesi, condotta con una potenza di fuoco senza precedenti da Renzi, che ha finito per esondare sia sui contenuti di merito che sulla personalizzazione esasperata; per esempio sui costi della politica, perché non si è approvata la legge sul dimezzamento degli stipendi dei Parlamentari? Perché agitare il “dopo di me il diluvio”, o la scheda farlocca del Senato, perdendo credibilità internazionale e facendoci correre questi rischi del doporeferendum?

Credo che gli elettori abbiano ben capito che la posta in gioco non fosse il CNEL, i costi o il Senato, ma una verticalizzazione del potere ed una centralizzazione statalista, nelle mani di un giovane e spregiudicato uomo politico, di cui non si sono fidati: “ Stai sereno” e “Patto del Nazareno” violato, possono meravigliare, ma inquietano anche.

Poi le riforme già fatte che non funzionano: siamo il Paese europeo che cresce meno, quando non arretra; oppure la riforma sbagliata della Madia sulla PA bocciata in parte dalla Consulta o quella sulle banche popolari, impallinata dal Consiglio di Stato; indicando questi organi di garanzia come fastidiosa burocrazia.

The dream is over, cantava John Lennon; il sogno del racconto nato nelle Leopolda che ha affascinato tanti di noi e che si è stemperato a mano a mano nell’esercizio del potere, nell’ammiccamento ai poteri forti di sempre; nei cerchi più o meno magici, nell’acquisizione di chi evitava la rottamazione per l’ossequio, nella perdita di voti, di iscritti, di sezioni (circoli); nello snaturamento del PD; nel Ponte sullo Stretto e nelle leggi ad Delucam …

Il NO per sua natura non propone ma oppone, respinge, cancella; e Renzi sbaglia quando si rivolge a quella parte affibbiandole l’onere della nuova legge elettorale; essa deve essere di tutti, perché contiene le regole del gioco di tutti: come la Costituzione del resto sulla quale gli Italiani gli hanno impartito una sonora lezione, che pare purtroppo non abbia appreso!

Francesco Chiucchiurlotto (Res 52)

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