Francesco Chiucchiurlotto

 

VITERBO – Riassunto delle puntate precedenti: ci siamo meravigliati del fatto che il numero 100 dei nuovi Senatori lascia quasi fuori dalla rappresentanza dei territori i Comuni (uno per Regione); della irragionevolezza della nomina presidenziale di 5 di loro; della mancanza di un vincolo di mandato e dell’immotivata immunità parlamentare; non sappiamo ancora come verranno eletti e su quel che faranno proviamo adesso a capirci qualcosa.

Innanzitutto i 100 resteranno in carica in modo differenziato, cioè non avremo mai una compagine omogenea che procede per una legislatura conoscendosi e imparando meccanismi e procedure; troppo bello sarebbe garantire una stabilità di carica e continuità di lavoro; succederà spesso che un Senatore appena ha capito quel che deve fare, che decade dalla carica.

Infatti egli è legato ai destini del suo ente di provenienza, Comune e Regione che durano 5 anni, ma a partire dalle loro elezioni, che notoriamente per vari motivi si svolgono ogni anno per i Comuni ed in modo vario per le Regioni.

Inoltre frequentemente si verificano scioglimenti di Consiglio, sfiducia, dimissioni del Sindaco o del Presidente e quindi la decadenza dalla carica di Senatore di Sindaci e Consiglieri Regionali eletti in quegli enti.

Pare di vedere l’andirivieni dei nuovi Senatori che entrano ed escono da Palazzo Madama bofonchiando:

“Ma come, proprio ora che mi ero studiato il nuovo regolamento e soprattutto che l’avevo capito” – “Accidenti! e le pratiche che seguivo che fine faranno?” – “Che centro io con le dimissioni del mio Sindaco arrestato per peculato? – “ Ma come io rappresento il territorio e scado tra un anno per fine consigliatura regionale ed i 5 nominati dal Presidente della Repubblica durano in carica 7 anni, addirittura si fanno un mandato e mezzo!”

Tutti ameni quadretti di una confusione che contrasta con la tradizione istituzionale cui eravamo abituati e che sanciscono l’evidenza di una inutilità dannosa che produrrà contrasti, ricorsi, intralcio alla Camera laddove è prevista la richiesta di esame ed il famigerato ping pong sulle materie che confermano il bicameralismo perfetto, checché ne dica il truffaldino quesito.

Analizziamo il famoso art.70, ma quello vigente, non quel pasticcio di oltre 400 parole della Boschi:  “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Punto.

Volendo eliminare il bicameralismo perfetto, cioè il Senato, bastava sancire: “La funzione legislativa è esercitata dalla Camera dei Deputati.” Punto.

Poi con legge ordinaria si sarebbe posto mano alla trasformazione dell’attuale sistema delle Conferenze: Conferenza Stato-Città, Conferenza Stato-Regioni; Conferenza Unificata.

Già, perché pochi sanno che i rapporti con le autonomie locali e con le Regioni già esistono e sono regolamentati nel sistema delle Conferenze, in modo sicuramente non soddisfacente, ma appunto l’occasione andava colta; invece si è creato un doppione assurdo, un altro cortocircuito, i cui guasti metteranno a dura prova lo stesso funzionamento delle istituzioni locali. Una riforma sbagliata è doppiamente dannosa: perché crea danni e ruba futuro.

Francesco Chiucchiurlotto (46)

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