Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Da più parti si osserva questa campagna elettorale come strana, esagerata, peculiare; giornalisti corrispondenti di testate straniere si forzano di utilizzare i canoni interpretativi dei loro Paesi, ma non riescono a dare giudizi o fare commenti che non siano banalmente descrittivi di una situazione anomala.

Una legge elettorale costruita a tavolino per non far vincere nessuno e per portare ad un nuovo accordo del Nazareno, che con la rimonta di Berlusconi potrebbe vanificarsi; promesse elettorali che farebbero schizzare il debito pubblico al 138,5%, oggi è al 131,6, cioè 2.291.651 miliardi di euro, MILIARDI non noccioline; mercati internazionali in fibrillazione e come iene davanti ad una carcassa putrescente, con salivazione sovrabbondante; coalizioni eterogenee che si azzannano, alleanze che rischiano di disperdere voti preziosi.

Potrebbe bastare ed avanzare per essere preoccupati, senonchè ci si è aggiunto ora il rischio dell’ estinzione della sinistra; più che dei partiti si teme la scomparsa del ruolo, dei contenuti, del racconto e del patrimonio ideale e culturale di ciò che chiamiamo sinistra.

In effetti si fa fatica ad ascoltare quel che un icastico Nanni Moretti chiamava “qualcosa di sinistra”; neanche la nuova formazione di Liberi e Uguali”, che è la summa di ciò che nel ventennio trascorso si è prodotto dalla scomparsa del PCI e del PSI, riesce a dare la voce che manca al dibattito sul nostro destino; il recupero di delusi e giovani sembra non riuscire.

Certo in questi ultimi decenni la globalizzazione del mercato e dei media ha subordinato la politica all’economia; anzi ha reso quest’ultima talmente autonoma dalla prima, che spesso funziona meglio in sua assenza.

Il denaro è divenuto il valore più che mai egemone ed ha prodotto una cultura ad esso funzionale che ha spazzato via principi, filosofie, teorie che stavano tutte nella contraddizione principale lavoro/capitale.

Oggi le contraddizioni, cioè i fattori dinamici che determinano le condizioni esistenti, sono molteplici: lavoro, capitale, finanza, media, monete e sono intrecciate con fenomeni epocali come le migrazioni di milioni di persone, le guerre planetarie regionalizzate, il terrorismo.

Così la bolla speculativa dell’edilizia USA provoca un decennio di dura crisi non solo finanziaria ma anche economica e sociale, ma non per gli americani ma per noi europei, indipendentemente dalla posizione politica dei loro Presidenti e dei nostri governi.

Le leggi del mercato sono state vissute addirittura come “leggi di natura” in tutto il mondo ed in tutto il mondo quella che chiamiamo sinistra è arretrata, è all’opposizione.

In Italia più che altrove è confusa, balbettante, senza una visione del mondo e senza un armamentario teorico e gruppi dirigenti all’altezza della sfida; si è chiusa nella casamatta della testimonianza e nelle trincee fragili della retorica, dimenticando la lezione gramsciana della lotta di movimento, dell’invenzione spiazzante, della prassi volta al domani ed al futuro.

Quando poi governa, fa il lavoro sporco per la destra, perpetua i vizi familistici del sottobosco italico, monta sogni inconsistenti destinati ad evaporare ad ogni risveglio mattutino; il rischio quindi c’è, bisogna capire a quanti interessa e quanti vi porranno mano.

Francesco Chiucchiurlotto (Res 139)

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