Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Siamo alla fine di una legislatura controversa e magmatica in cui ciascuno potrà trovare motivi di soddisfazione o meno, ragioni da sottolineare o meno, tratti politici o socioeconomici da sostenere o meno.
C’è però una voce che dovrà essere ascoltata con attenzione e che dovrà far parte del dibattito pubblico , anche se dubito molto che possa prendere il posto del pessimo livello di confronto cui quotidianamente assistiamo: la voce dell’Europa.

Tra i vari organismi che la UE si è data, c’è il Congresso dei Poteri Locali e Regionali, che periodicamente, dall’approvazione della Carta Europea delle Autonomie Locali del 1999, esercita un approfondito monitoraggio sullo stato di salute delle istituzioni locali ed in particolari sessioni elabora dei rapporti conclusivi.

Per quanto riguarda l’Italia siamo al terzo rapporto in ordine di tempo, redatto nella 33° sessione dell’ottobre scorso, a firma dell’olandese Jacob Wienen e dell’inglese Stewart Dickson.

Abbiamo passato 6 mesi a discutere di riforme costituzionali senza accorgerci che intanto esse venivano in parte attuate senza il crisma della volontà popolare, che poi si è espressa in modo diverso e contrario; assistiamo oggi al mantenimento di uno status quo incoerente e pasticciato di cui si parla in modo pigro e disinteressato, come fossero questioni specialistiche lontane dagli interessi dei cittadini.

Intanto le strade provinciali vengo chiuse per mancanza di manutenzione; le scuole superiori sono sempre più fuori norma ed a rischio per gli studenti; l’assetto idrogeologico ad ogni acquazzone dimostra la sua disarmante fragilità; gli incendi hanno contrassegnato in modo eccezionale la scorsa estate; i piccoli centri rurali e montani si spopolano e la cattiva burocrazia dilaga: le nostre istituzioni hanno subito un trauma e nessuno si cura di rimettere a posto le cose.

L’analisi del rapporto, in 15 pagine, è impietosa: c’è negli enti locali, Comuni ed in particolare le Province, una generale carenza di risorse finanziarie che ne mortifica ruolo ed efficacia; manca una seria consultazione democratica sulle scelte che riguardano tali enti; ciò aggiungo io, in favore dei Ministeri ed altri organi statuali; tali enti non dispongono di personale adeguatamente qualificato; anzi aggiungo io, sono stati tagliati 53.000 posti e 7 miliardi di trasferimenti nel triennio.

Bisogna infine riportare le elezioni dei rappresentanti delle Province a suffragio universale, e garantire ad essi una equa retribuzione e porre mano alle differenze tra Regioni a statuto ordinario e speciale.

Tutto ciò è in contraddizione con la Carta del 1999 e soprattutto con la nostra Costituzione; un sistema istituzionale squilibrato ed un ordinamento pasticciato alla lunga provocheranno danni irreversibili per le nuove generazioni; allora è o no argomento decisivo di campagna elettorale? Deve vedere coinvolti sia le forze governative che di opposizione? Vedremo!

Francesco Chiucchiurlotto (Res 124)

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