Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Si parla già di Terza Repubblica, qualcuno precisa “quella dei Cittadini” in omaggio ad una presunta democrazia diretta che avrebbe soppiantato quella rappresentativa; si enumerano le fasi repubblicane come fanno in Francia, di cui non è male ripercorrerne l’evoluzione contrassegnata da ben 4 passaggi storici che hanno portato all’attuale quinta Repubblica francese, la più stabile e solida che si conosca.

Nel 1792 la Rivoluzione Francese istaurò un sistema repubblicano, con il precedente di quello americano, che durò sino all’incoronazione di Napoleone nel 1804 ad Imperatore; la Seconda fu anch’essa frutto di sommovimenti popolari, come la rivoluzione del 1848 cui mise fine un altro Bonaparte, Luigi, divenuto Napoleone III nel 1852.

La terza Repubblica si instaurò dopo la sua sconfitta a Sedan nel 1871 e durò sino all’invasione tedesca 1940; nel dopoguerra torna la Repubblica, la Quarta, che finisce con il referendum indetto da De Gaulle nel 1958 che istaura un sistema semipresidenziale che dura tuttora.

Qui da noi leghiamo la classificazione dei regimi parlamentari, più che ad eventi storici, ai sistemi elettorali: la Prima Repubblica uscita dal Referendum Monarchia-Repubblica del 2 giugno 1946 dura con sistema proporzionale, dopo Tangentopoli iniziata nel 1992, sino al 1994 con gli effetti di una legge elettorale maggioritaria che consegna il governo al centrodestra di Berlusconi.

Le leggi elettorali italiane hanno la doppia caratteristica di essere fatte contro la parte politica che si considera in ascesa, infatti il maggioritario non ha mai confermato un governo uscente, e di affermare la cosiddetta eterogenesi dei fini, cioè produrre un risultato opposto alle attese.

L’ultimo caso. quello del “Rosatellum” è esemplare: constatato che con il sistema maggioritario con un premio di maggioranza applicato ai tre partiti maggiori intorno al 30%, il più forte (M5S), avrebbe vinto, si è sviluppato un calcolo politico teso ad una legge elettorale proporzionale, dall’inevitabile esito di stallo e di consapevole ingovernabilità, teso ad un accordo in Parlamento ad escludendum proprio M5S.

Disegno questo, pericoloso per la stabilità del Paese e miseramente fallito, ma caso unico nel panorama internazionale, di una legge elettorale fatta per non far vincere nessuno, per concentrare nelle mani di pochi capibastone la nomina dei Parlamentari ed infine far iniziare una nuova Repubblica, la Terza, non dei cittadini ma dell’Avventura.

Inoltre pochi parlano del ruolo degli ultimi due Presidenti della Repubblica che hanno modificato la nostra Costituzione materiale, instaurando un nuovo “regime”, quello Presidenziale, contrassegnato da “opere ed omissioni” in violazione ed elusione della Costituzione Legale del 1947, tanto da contrassegnare un preciso periodo storico.

Dal 2011 al 4 marzo u.s., solo un Regime Presidenziale anomalo ed improprio poteva consentire la costruzione extraparlamentare del governo Monti, la Presidenza Napolitano-bis, l’esercizio centralistico del potere esecutivo predominante sul Parlamento, dei successivi premier Letta e Renzi, praticato a colpi di fiducia e di decretazione di urgenza; la firma di leggi palesemente incostituzionali come l’Italicum, la Del Rio, il Rosatellum.

Potremmo chiamare questi 7 anni “III Repubblica”, e quindi ” IV Repubblica” la presente?

Francesco Chiucchiurlotto (Res 147)

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