Marco Travaglio si è creato una fama di giornalista integerrimo e controcorrente, tanto che riesce a dirigere e far prosperare un quotidiano, IL FATTO, che richiama nel titolo la rubrica televisiva di Enzo Biagi ed annovera tra i suoi maestri addirittura Indro Montanelli.

Ripete spesso quando gli rivolgono delle domande tecniche o specifiche su un determinato argomento: ”Ma io faccio un altro mestiere, faccio il giornalista!”

Quindi è con stupore che si ascolta il lungo podcast diffuso nei social sulla guerra in Ucraina, in cui si trasforma in Storico e Cattedratico, e traccia una ricostruzione di come si sia arrivati al 24 febbraio con l’invasione, con disinvolta approssimazione, pesanti svarioni e gravi dimenticanze, per sostenere la tesi del bilanciamento delle responsabilità tra Russi ed Ucraini, con un Putin tutto sommato non così cattivo come sembra.

Ne parlo con il Prof. Fabio Marco Fabbri, storico e pubblicista di fama, che ha ascoltato la “lezione” di Travaglio.

Professore cosa pensa, al di la di un possibile giudizio politico, circa l’attendibilità storica di alcune affermazioni contenute nel video “Italia Mattanza” di Marco Travaglio sulla guerra?

Beh quando afferma sull’Ucraina che “Nella sua storia ha quasi sempre fatto parte della Russia” , dice qualcosa di non vero: l’Ucraina ha sempre avuto una connotazione autonoma rispetto alla Russia, tale identità è dovuta alla sua storia a cavallo dell’anno 1000, ma più recentemente   delinea le sue identità nella figura storica e sociale dei Cosacchi; l’Atamano Bohdan Khmelnytsky nel 1654 con il trattato di Pereiaslav sancisce una formale unione alla Moscovia con la netta separazione tra ucraini filo russi e filo occidentali. Così dopo la Rivoluzione di Ottobre gli ucraini cercano una loro indipendenza ritrovando sostegno nella propria organizzazione statuale riesumando la figura dell’Atamano; infatti nel 1917 l’associazione dei progressisti ucraini, Tovarystvo ukrajins’ka Roda, rappresentante quasi la totalità sia dei partiti politici che dei sindacati, istituì il Consiglio centrale ucraino (RODA).  Fu poi formato il Congresso nazionale ucraino con 900 delegati per lavorare sull’assetto autonomo dello Stato. I bolscevichi moscoviti attaccarono il Roda così dopo un bombardamento durato 11 giorni il 26 gennaio del 1918 le truppe sovietiche entrarono a Kiev. Quindi liquidare con la frase come se fosse un tacito accordo tra nazioni amiche è fuorviante.

Travaglio, come da martellante propaganda russa, parla di “nazificazione” dell’Ucraina come una delle cause dell’invasione; che c’è di storicamente vero in ciò?

Dal 1932 al 33 l’Urss di Stalin crea volutamente in Ucraina una grande carestia, l’ HOLODOMOR, che stermina circa 7 milioni di persone, così nel 1941 le truppe tedesche vengono accolte come liberatrici, e non poteva essere altrimenti. Ma solo due furono i battaglioni nazisti ucraini che combatterono contro Mosca; Tra il 32 ed il 45 metà popolazione maschile ucraina e un terzo di quella femminile era deceduta, ed il segno antisovietico ed antirusso fu indelebile.

Nelle ultime elezioni i partiti di estrema destra non hanno superato il 3%, parlare di nazismo diffuso e di nazisti ovunque come fa intendere Travaglio mi pare una forzatura.

Francesco Chiucchiurlotto

Articolo precedentePresentato il 1°Rapporto economico dell’Alto Lazio e focus su agroalimentare e ceramica
Articolo successivoMontefiascone: il Sindaco porta tutti in vacanza