Per quelli della mia generazione e dintorni, il nome URSULA porta immediatamente alla mente l’immagine di Ursula Andress, che nel film “007 licenza di uccidere” emerge dal mare sulla spiaggia in cui era acquattato Sean Connery, in tutta la sua splendida e grondante bellezza, in bikini e coltello da sub alla cintola, diventando subito icona e pin up dell’immaginario maschile anni sessanta.

L’Ursula che interessa invece questa torrida estate alle prese con la crisi più anomala che il sempre sorprendente laboratorio politico italiano abbia mai prodotto, è la Presidente della Commissione UE, Von Der Leyen, che presta il suo nome alla recentissima formula di governo che si intravvede all’orizzonte: PD, M5S, FI e cespugli vari, in pratica le forze politiche che l’hanno eletta ed in pratica tutti meno Salvini e Meloni.

Per capire meglio cosa sta succedendo e soprattutto se la denuncia di inciucio o innaturale accordo alle spalle degli Italiani, come indica Matteo Salvini che minaccia di ricorrere alla piazza, sia giustificata, non ci resta che ricorrere alla Costituzione:

Art. 60 della Costituzione: «La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.» Art. 88 della Costituzione: Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

 

L’errore capitale di Matteo Salvini è stato quello di non tener conto che in Italia vige una Repubblica Parlamentare, né sovranista, né autoritaria come quelle che auspica; cioè la durata della legislatura inizia dal giorno delle elezioni e dura 5 anni con l’assetto politico che quel voto ha determinato; il voto, non le intenzioni di voto dei sondaggi, nè il successo social mediatico, né le piazze o le spiagge piene di folle adoranti.

Come recita l’art.88 il Presidente della Repubblica può, verificata dopo una complessa procedura di passaggi e verifiche in Parlamento, sciogliere le Camere o addirittura una di esse, ma il suo interlocutore è il Parlamento con le sue dinamiche, i suoi accordi, le sue Ursule.

Non c’è poi da invocare neanche questioni di coerenza politica, o tradimento degli elettori, perché il Contratto di Governo Lega e M5S fu fatto tra partiti che in campagna elettorale si erano presentati su fronti opposti, con programmi diversi, e quindi il terreno di confronto che si apre per un governo del Presidente, un governo Istituzionale o di Legislatura è perfettamente in linea con la Costituzione e con la prassi consolidata.

La politica è l’”arte del possibile” ed in questo sta la sua originalità, il suo fascino, il suo potere e noi Italiani da Niccolò Machiavelli in qua, ne siamo maestri.

In Francia per descrivere chi affronta situazioni sofisticate, complesse, apparentemente indistricabili si usa il termine “ florentin”, e guarda caso è stato proprio il già Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, a sparigliare la situazione determinata con la sfiducia a Conte.

Chissà se verrà un governo Ursula e se avrà il fascino ed il gradimento dell’altra, la Andress?

Francesco Chiucchiurlotto

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