Francesco Chiucchiurlotto
Francesco Chiucchiurlotto

VITERBO – Dopo un anno e 42 giorni dal terremoto che ha sconvolto il centritalia, sono tornato ad Amatrice, che avevo visitato gia’ due volte, l’ultima delle quali nell’aprile precedente.

Un ritorno amaro perche’ avevo ancora vivo il ricordo di un paese splendido nel suo assetto urbano complessivo, nel suo centro storico fresco di restauro ben eseguito, nei suoi negozi di prodotti enogastronomici e ristoranti, e che con l’ Amatriciana ha conquistato l’Italia e dopo il sisma il mondo intero.

La cosa che ti colpisce in profondita’ e che suscita senso di impotenza ed al contempo indignazione, sono le macerie pressoche’ restate tal quali dall’ultima micidiale scossa di ottobre scorso, quella che ha messo in ginocchio il paese.

Le macerie sono ancora vive perche’ mostrano ancora tra i calcinacci la quotidianita’ spezzata dei suoi abitanti: un materasso, una bambola, una sedia; oppure nei riquadri aperti delle pareti strappate di edifici rimasti in piedi , con la messa a nudo di interni domestici normalmente arredati, come se una gigantesca mano avesse voluto poc’anzi violarne l’intimita’.

Passi e guardi tra lo stupore e l’incapacita’ a trovare una spiegazione; chiedendoti perche’ dopo un anno le cose siano cosi’, e cosi’ in ritardo sulle solenni affermazioni di tutte le istituzioni che li’ hanno proclamato:”Rifaremo tutto com’era “.

E pensi che Amatrice per i suoi morti e per il protagonismo di un Sindaco eccezionale come Sergio Pirozzi, si e’ conquistata un’attenzione ed una peculiarita’ che si e’ tramutata in aiuti, interventi, risorse, appunto peculiari.

E gli altri Comuni del cratere? Le centinaia di frazioni montane? I Comuni che non hanno avuto decessi ma la maggioranza di edifici inagibili?

Poi abbiamo visto il buono che si e’ fatto: la scuola della Regione Trentino Alto Adige costruita a tempo di record nei primi mesi, il centro didattico in via di ultimazione, le casette di legno, i Ristoranti concentrati in una bella nuova piazza che si dovrebbe chiamare Piazza Amatriciana, con centinaia di persone che l’affollano contribuendo all’economia locale, ma anche a tener desta l’attenzione su Amatrice egli altri Comuni del cratere.

Perche’ c’e’ da scongiurare il cinico disegno che qualche potente potrebbe coltivare: cioe’ che il tempo lavori ad una sistemazione graduale delle famiglie fuori dai Comuni colpiti, ad un esodo forsoso dei giovani senza prospettiva, ad una rassegnazione ben incentivata monetariamente.

Lo smaltimento delle macerie costa circa 50.00 euro a tonnellata e di queste ce ne sono milioni; ma vanno trattate sia per il recupero di valori ed effetti familiari (oro, denaro, foto, oggetti di una vita) sia per materiali inquinanti.

Un lavoro enorme lungo e complesso, ma che va pur cominciato ed accelerato dove e’ partito.

Per questo il richiamo brusco di Pirozzi sull’impigo oggi dei soldi donati con SMS non e’ banale: oggi servono per aiutare i cittadini a restare, per dimostrare subito che non sono soli, a togliere la fitta di un ricordo che si rinnova doloroso ad ogni sguardo.

Amatrice e’ per tutti una metafora nazionale sulla capacita’ dell’ Italia di oggi ad essere migliore di sempre; e’ una sfida che va assolutamente vinta.

Francesco Chiucchiurlotto (Res Publica 111)

Commenta con il tuo account Facebook