VITERBO – “Certo, il pubblico annuncio del Presidente della Regione Lazio che, per l’emergenza dei “pronto soccorso”, metterà a disposizioni delle Aziende Sanitarie 100 infermieri, ha già suscitato tranquillità e ottimismo non solo agli addetti ai lavori ma, finanche, a coloro che tutti i giorni sono costretti a ricorrere alle cure di “primo soccorso”.

 

Ancora una volta, si fanno proclami dal sapore fin troppo propagandistico, senza affrontare seriamente la rete dell’emergenza che, da troppi anni, continua ad essere del tutto inappropriata in relazione ai bisogni dell’Utenza; ancora una volta, si fanno accordi a Roma che non porteranno assolutamente niente di buono nel nostro “pronto soccorso” che, è bene ricordarlo, vive una preoccupante emergenza non solo per il picco influenzale di questa stagione, ma registra da sempre le solite criticità che, di certo, non sarà l’accordo tra Zingaretti e i Sindacati romani a risolvere con tanta spavalderia.

 

Infatti, quando si parla di assunzione di infermieri a tempo determinato ( quindi ancora precari sui precari ) per le assenze di lunga malattia, si tratta semplicemente di palliativi che, se non supportati da un concreto incremento di posti letto nelle degenze ospedaliere, costringerà, ancora per molto tempo, i malati a lunghe attese sulle barelle e nelle stanze della “breve osservazione”.

 

Non serviranno a niente gli “steward” che Zingaretti vuole assumere per migliorare l’umanizzazione e il sistema di accoglienza, basterebbero i nostri infermieri se solo messi nella condizione di lavorare con serenità e dignità professionale, inseriti in un organigramma realmente rapportato al numero degli accessi giornalieri e valorizzati anche economicamente per la loro stressante attività assistenziale.

 

Perché, poi, Zingaretti parla di provvedimenti soprattutto per la città di Roma, confermando ancora una volta di non conoscere le gravi carenze del territorio viterbese, come quando fa menzione dell’intesa raggiunta con i medici di “medicina generale” finalizzata all’utilizzazione di 15 ambulatori che già hanno drenato, dai pronti soccorso romani, circa 6 mila accessi.

 

Da troppo tempo si parla di risultati positivi per la Sanità, con il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, ma tutto ciò appare ancora molto lontano dall’essere tradotto in realtà, almeno sino a quando non si darà concreta attuazione, e non sterile pubblicità, all’assunzione in pianta organica di tutte le professionalità necessarie al buon funzionamento dei Servizi, alla restituzione dei posti letto sottratti agli ospedali del viterbese in presenza di un Belcolle ancora dimezzato e ad una seria “politica sanitaria territoriale” che dovrebbe vedere in prima linea lo stesso Consiglio Comunale di Viterbo, chiamato a maggiore attenzione su una delle più impegnative emergenze della città”.

 

Roberto Talotta (foto)
Responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

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