VITERBO –  L’allarme è grave, come direbbero i TG di livello rosso. Il numero dei lupi, nelle nostre non certo poderose montagne, risulta da dati certissimi in forte calo grazie alla guerra venatoria e mediatica, lasciatemelo dire ambedue fuori da ogni ammissibile logica.

Vorrei ricordare al lettore disattento che già per ben due volte nel nostro territorio siamo ignobilmente riusciti ad estinguere il Lupo, e questa, la terza, siamo all’orlo del collasso.

Delle 135 unità presenti sui Cimini alla data del 01.01.2017, se ne contano oggi poco più di 60. poche femmine e molti maschi solitari, questa naturale strategia adottata da questo magnifico animale, se da un lato gli salvaguarda la vita, dall’altro evita frequenti accoppiamenti e di conseguenza la riproduzione di un animale bello, forte e fiero, condannato a morte da una giuria di politici.

Vorrei solo, a titolo di soluzione estrema, pur sapendo di già che sarà del tutto inutile per il solo motivo che i rimborsi della Regione per i bovini persi superano di gran lunga il reale danno subito, ma il mio amore per il lupo mi spinge a quest’ultimo tentativo di far ragionare chi la ragione l’ha depositata in banca. La mia storia di oggi viene da lontano, addirittura dalla Val Cenischia situata seguendo nei ripidi tornanti che da Venaus salgono su fino a Bar Cenisio, quasi al confine con la Francia. Da quelle parti, i problemi con i lupi ed il bestiame, al contrario dei nostri, sono reali, e la “ guerra”, va vinta non con lo sterminio ma con l’intelligenza e la sagacia…e perchè no, anche con la conoscenza della natura.

Gli allevamenti del posto, nonostante le reti elettrificate, subivano assalti continui di notte e persino di giorno, eludendo persino i normali cani da guardia, che di solito sono Maremmani o Abruzzesi, cani che non rappresentano la minima sicurezza nei confronti degli assalitori, data la loro tendenza ad aggredire da soli senza ne abbaiare ne pianificare strategie difensive.

Quando questi allevatori stavano per lanciare la spugna e cambiare sede di lavoro, intervenne la natura pregna della sua perfezione: la conoscenza delle specie animali. Grazie ad un esperto di cani e di lupi e, grazie a lui, oggi questi allevamenti vivono sereni e senza più perdite, grazie anche a cani completamente diversi da quelli che avevano in precedenza, veri guardiani del bestiame che tengono i lupi al di fuori del perimetro del bestiame!

Io non voglio parlare di razze di cani, dire quale sia meglio o peggio, voglio solo dire a tutti i pastori che da un cane da gregge ad un altro c’è un abisso e questo i lupi lo capiscono subito. Adesso, sono ormai anni che non subiscono più predazioni, anche se di lupi, non braccati e trucidati come da noi, ce ne sono sempre di più ma non si avvicinano alle greggi.
Farsi una buona cultura sui cani anti lupo, aldilà delle tante polemiche che si sentono, è fondamentale per qualsiasi allevatore.

Vorrei segnalare a tutti gli allevatori, con la disperazione negli occhi, un corso su come mantenere in vita il bestiame senza dover doverosamente sterminare povere bestie inutilmente.

Ezio Maria Romano, il Presidente della Federazione Italiana Cani da Guardia, organizza a tale scopo un appuntamento di 2 giorni su in Valcenischia, esattamente sabato 15 e domenica 16 settembre 2018. Uno stage dedicato non solo agli allevatori di bestiame ma anche a tutti gli appassionati del cane da gregge.

Se qualcuno fosse interessato può contattare il numero 338 87 21 521 o avere maggiori informazioni visitando questo link: http://www.canidaguardia.com/news/dettaglio.aspx?id=189

Vorrei finire con il solito accorato appello gli amministratori e a tutti quei politici che intascano voti in cambio di pallottole: BASTA SANGUE LASCIATA CHE LA NATURA FACCIA IL SUO CORSO!

Leonardo De Angeli
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