“Siamo contrari allo schema di delibera sulle linee programmatiche per il rilancio del settore estrattivo a causa dell’approvazione di osservazioni chiave che contrastano fortemente con il recupero ambientale e con i progetti di coltivazione”.

Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio commentano il loro voto contrario nella Commissione congiunta Ambiente e Attività produttive dedicata allo schema di delibera n. 34, concernente “Approvazione ‘Linee programmatiche per le azioni strategiche finalizzate al rilancio e alla riqualificazione del settore estrattivo.

“Nonostante l’approvazione di alcune nostre osservazioni migliorative del testo, lo schema di delibera ha accolto osservazioni, arrivate sia da destra sia dal Partito Democratico, in cui il piano di recupero ambientale non è quello autorizzato all’inizio della concessione, ma sarà l’ultimo legittimato. A causa delle reiterate proroghe, purtroppo consuete nel settore estrattivo, questa modifica rischierebbe di rendere il piano non più raccordabile con il progetto d’autorizzazione iniziale di recupero ambientale”.

Continuano i consiglieri regionali: “Riteniamo inoltre che inserire parole come ‘economia circolare’ nel settore estrattivo sia particolarmente rischioso in quanto se il materiale inerte non è compatibile con l’equilibrio idrogeologico, si rischierebbe un ritombamento con materiale dannoso sia per l’ambiente sia per la salute come ad esempio l’amianto”.

Concludono i consiglieri pentastellati: “Vogliamo tutelare fortemente questo comparto economico, fondamentale per alcune zone della nostra regione, purchè non vada a danno dell’ambiente e tenga conto di tutte le regole fondamentali, prima tra tutte il ricorso alle continue e incondizionate proroghe. Utilizzeremo quindi la parte buona di queste linee strategiche che tendono ad intensificare i controlli amministrativi e di ripristino ambientale, in attesa della nuova legge sul comparto estrattivo che si spera arriverà presto in Commissione Ambiente e Agricoltura, in modo da incentivare e favorire una filiera produttiva che coniughi la tutela del comparto e dei livelli occupazionali con il rispetto della legalità, dell’ambiente e della salute”.

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