Legambiente ha ripetutamente chiesto di intervenire negli anni scorsi per la rapida pubblicazione della CNAPI, quindi per affrontare alcuni nodi che rimangono in ogni caso irrisolti nonostante la pubblicazione della Carta dei siti potenziali: la quantificazione esatta dei rifiuti al alta emissione (inventario) in Italia, l’individuazione rapida del sito di stoccaggio definitivo geologico (sul quale si lavora per un impianto a livello europeo) quindi di intervenire per risolvere i problemi nei siti dove sono ora collocati depositi temporanei o siti nucleari in dismissione (Caorso, Trino, Garigliano e Latina).  Situazione ovviamente critiche ed in alcuni casi al limite del rischio di disastro ambientale.

Rivendichiamo le tante battaglie di Legambiente sul nucleare: da Montalto ai referendum, da Cernobyl con l’arrivo in Italia di 25 mila bambini alle denunce sulle Navi dei veleni nel Mediterraneo.

In riferimento a quest’ultimo, un aspetto purtroppo poco approfondito, il Deposito nazionale dovrà ridurre o eliminare il rischio del traffico illegale di rifiuti radioattivi che è un fenomeno allarmante. Legambiente darà vita a gruppi di lavoro a livello nazionale per supportare il lavoro dei circoli e delle comunità locali, per comprendere e affrontare responsabilmente la complessità della questione, quindi anche per la formulazione delle osservazioni.

Come Circolo Legambiente Lago di Vico abbiamo presentato in queste ore le nostre valutazioni, contributo al lavoro dei gruppi nazionali e delle comunità locali. Si tratta di proposte che precedono e sono di complemento alla valutazione di merito delle singole aree proposte.

Infatti occorre considerare che nella stessa procedura di legge è previsto il ricorso a ulteriori INDAGINI DI CARATTERIZZAZIONE e che si deve risolvere il problema di circoscrivere e adeguare il significato del termine “idoneità” per graduare in modo più puntale e condiviso l’elenco di siti idonei. E’ fondamentale integrare i parametri socio-ambientali al fine di prevedere i percorsi di sviluppo in atto o in fase di programmazione, ovvero stabilire in che misura il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico ostacola o si armonizza con le prospettive di sviluppo in atto e potenziali dell’area.

Questo dovrà avvenire anche in sede di SEMINARIO NAZIONALE (entro 120 giorni dalla pubblicazione della CNAPI) dove si dovrà necessariamente tener conto delle esigenze che ogni territorio potrà esprimere e fare in modo che “il modello di classificazione e la procedura per la sua applicazione devono essere il più possibile semplici da comunicare, funzionali e applicabili (…D.Lgs. 31/2010)”. In sintesi ribadendo che l’ordine formulato per le aree potenzialmente idonee della CNAPI costituisce una proposta che viene sottoposta a consultazione pubblica e che potrà essere utilmente discussa ed eventualmente modificata sia durante la consultazione che in sede di Seminario Nazionale, o in altra sede istituzionale concordata chiediamo:

1. Un ampliamento del periodo previsto di 60 giorni dalla pubblicazione della CNAPI per la presentazione delle osservazioni.

2. Una nota urgente di illustrazione e definizione dei tempi, delle modalità e delle procedure del Seminario Nazionale.

3. La precisazione che nell’ambito del Seminario Nazionale di cui al punto precedente, saranno aggiornati i criteri di classificazione delle aree CNAPI per realizzare un nuovo ordinamento.

Auspichiamo che i tentativi di facilitare e semplificare la comunicazione siano quindi incrementati, facendoci sin d’ora partecipi di qualsiasi sforzo utile in tale direzione, sia in sede locale che in sede nazionale.