La Tuscia vanta un patrimonio culturale e naturalistico d’eccezione. La punta di diamante è sicuramente la Faggeta Vetusta dei Monti Cimini; con i suoi 1053m è la cima più alta della catena dell’Antiappennino laziale dei Monti Cimini, e di tutta la Provincia di Viterbo, ed è stata dichiarata dall’Unesco il 7 luglio 2017 patrimonio naturale dell’umanità.

Allentata questa fase di lockdown più serrato e riacquisita la libertà di regalarci una passeggiata rigenerante, quale luogo più ameno di questa splendida oasi immersa nel verde? Idea, di certo, balzata in testa a molti, i quali, tuttavia, hanno trovato un’amara sorpresa: ad attenderli, nonostante il rigoglio della natura in primavera, un luogo in totale abbandono.

La splendida faggeta di Soriano, che alterna Faggi secolari (i più alti d’Europa) a pietre che determinano una ricca varietà di paesaggio, servito da decine di sentieri ben segnati, ci immerge in una pace di altri tempi. Questi grandi alberi hanno favorito la presenza di un gran numero di animali selvatici tra i quali lepri, il cinghiali, ricci, ghiri e gatti selvatici, nonché rapaci e picchi, e ne costituiscono un habitat fondamentale.

Da visitare assolutamente, se qualcuno decidesse di effettuare una decente manutenzione di panchine e segnaletica dei sentieri -in passato, ben segnalati dai soci della Sezione CAI (Club Alpino Italiano) di Viterbo e che oggi in vari punti giacciono a terra, non si sa se a causa del maltempo o di qualche vandalo…-.

Una passeggiata in Faggeta potrebbe assomigliare ad “un tuffo in una fiaba” (nome dato al al sito dalla Pro Loco viterbese): mai espressione fu più adatta! E’ meta ideale per chi ama la natura e la tranquillità, ma anche per chi vuole dedicarsi a lunghe escursioni o alle semplici passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike… sempre se qualche vandalo non avesse imbrattato cartelloni segnaletici, rocce e porte della torretta.

Meno male che hanno risparmiato di imbrattare il Sasso Naticarello, definito amichevolmente dagli abitanti di Soriano nel Cimino, o “sasso mendicante”, l’ enorme masso ovoidale di quasi nove metri per sette, alto poco più di tre, che si regge in equilibrio su una stretta base di appoggio. Formatosi dall’indurimento della lava eruttata dal Vulcano Cimino, questo masso si trova nelle adiacenze del parcheggio della Faggeta, quasi a dare il benvenuto ai visitatori, e deve il suo nome al fatto che, nonostante il suo peso (250 tonnellate), può essere fatto oscillare facendo leva con un bastone. I visitatori di oggi rimangono stupiti nel vederlo, quasi quanto i visitatori di allora: Plinio il Vecchio lo definì, in una sua opera, un vero e proprio “miracolo della natura”.

Ebbene, sarà il caso di risistemare il tutto, anche il piazzale presenta diversi punti che necessitano di manutenzione, perchè è assurdo che un gioiello simile venga lasciato all’incuria ed al vandalismo.