A ricordarci che tra solo tre giorni sarà il 19 marzo, –San Giuseppe e giorno in cui, più degli altri, coccoliamo il papà-, non è solo il sole che spunta timido tra le nuvole, fa alzare le temperature e allunga le giornate, ma anche e soprattutto un profumo speciale che arriva dalla cucina della nonna. 

Profumo di cannella, di arancia, di uvetta, di pinoli.. per chi non l’avesse ancora capito, stiamo parlando delle straordinarie frittelle di San Giuseppe!

Conosciute in tutta Italia e ricetta tradizionale tra il periodo di Carnevale e per la Festa del Papà, le frittelle di San Giuseppe si preparano facendo lessare il riso nel latte, aggiungendo gli altri ingredienti per poi friggere il tutto e immergerlo nello zucchero. 

La tradizione sembra ricondurle ad una origine toscana (re di Piazza del Campo nel periodo carnevalesco il celebre chiosco del Savelli che sforna frittelle tutto il giorno), ma non mancano varianti piemontesi e genovesi.. e, certamente, una versione viterbese!

Nella Tuscia, ogni famiglia custodisce la propria ricetta, tuttavia, oltre alle versioni con il riso e con l’uvetta, ce n’è una molto particolare e umile, fatta con il pancotto. 

Ora tocca a voi: rendete felice il papà ed il nonno con un bel vassoio di frittele! 

In seguito vi lasciamo alcune ricette da sperimentare. 

Buon lavoro e buona festa del papà!

 

 Frittelle di San Giuseppe (variante senese)

150 gr di riso

500 ml di latte

Un pizzico di sale

3 uova

50 gr di zucchero

La buccia grattugiata di un’arancia

Un paio di cucchiai di farina

Olio per friggere

Zucchero a velo q.b.

Cuocete il riso nel latte, con un pizzico di sale, fino a che non raggiunga la consistenza di una crema.  Lasciatelo riposare a temperatura ambiente per una notte. Al mattino, impastate il riso con le uova, lo zucchero, la buccia di arancia e la farina, ottenendo un composto morbido.

Con un cucchiaino o con le mani formate delle frittelle dando la forma che preferite e versatele nell’olio bollente, friggendole fino a quando diventano dorate. Ponete le frittelle su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso, poi passatele in abbondante zucchero a velo e servitele calde.

 

Variante Viterbese (Tratta dal libro “Guida enogastronomica della Tuscia -A tavola con gli Etruschi”)

riso 250 gr,

latte 750 gr,

farina 100-200 gr,

3 uova,

sale,

2 chiucchiai di rum,

150 gr di zucchero semolato,

1 bustina di vanillina,

150 g di uvetta,

1 bustina di cannella,

buccia di limone o arancia,

lievito

Fate cuocere il riso nel latte allungato con un poco di acqua e sale, scolare e lasciarlo raffreddare. In una terrina lavorare tre rossi d’uovo con lo zucchero sciolto nel latte. Insieme con la farina qb, aggiungere l’uvetta lavata e tenuta a bagno nel vino, la cannella, la vaniglia, la buccia grattugiata di un limone o di un arancio, rum, una bustina di lievito per dolci e due chiare d’uovo montate a neve. Incorporarvi il riso, aggiustare il sapore, con l’eventuale aggiunta di altro zucchero e la consistenza dell’impasto, che deve essere simile ad una pastella piuttosto densa, lasciarlo riposare per un’oretta. In una padella contenente olio extravergine di oliva caldo gettateci dentro delle cucchiaiate abbondanti d’ impasto in modo da ottenere delle frittelle tonde che lascerete cuocere da entrambi i lati, fino alla doratura della superficie esterna. Una volta estratte, si depositano su carta assorbente da cucina e si cospargono di zucchero a velo.

 

Tra le numerose varianti, chi aggiunge anche pinoli, chi un pizzico di anice, chi le mele nella versione mantovana, mentre i più fit evitano il fritto cuocendo al forno le frittelle (per poter cuocere queste frittele al forno occorre raddoppiare la dose di farina utilizzata, se necessario anche due volte e mezzo in base a quanto sarà umido l’impasto. Dovrete riuscire a formare delle palline come fossero polpette ed infornarle a 180°C. In alternativa, potete cuocerle in padella o su una piastra leggermente unta così come si fa con i pancakes.) 

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