Oggi 25 febbraio 2021, presso il Palazzo del Governo di Viterbo, il Prefetto Dr. Giovanni Bruno ha incontrato una delegazione del Comitato per la salvaguardia del Territorio di Corchiano e della Tuscia.
«La delegazione, in rappresentanza dei mille iscritti, ha espresso al Dr. Bruno tutta la preoccupazione suscitata dall’individuazione di 22 zone, nella provincia di Viterbo, potenzialmente idonee alla realizzazione della discarica di scorie radioattive. Il Dr Bruno, che si è reso gentilmente disponibile ad accogliere i delegati, ha ascoltato con attenzione le istanze proposte dal Comitato.
I delegati – scrive Ridolfi Rodolfo, Presidente Comitato per la Salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia, – hanno esposto al Prefetto tutte le ragioni che portano ad escludere Corchiano e la Tuscia dall’individuazione del sito utile alla realizzazione del deposito.  È stata evidenziata la palese incompatibilità  del progetto di deposito con la vocazione delle nostre Terre dove, da generazioni, si lavora per produzioni di qualità.
Produzioni agricole fortemente legate alla nostra Storia e Tradizione che grazie all’impegno, alla competenza e alla passione delle nuove generazioni vengono trasformate e commercializzate nel Mondo .
La realizzazione del deposito sovvertirebbe la nostra storia, sottrarrebbe Terre produttive destinandole a una diversa e contrastante vocazione.
È stata posta attenzione al fatto che l’Agricoltura nella Tuscia è anche un grande ammortizzatore sociale, le aziende agricole hanno una superficie media di circa quattro ettari e sono condotte in prevalenza da famiglie che ricevono da loro un reddito aggiuntivo, che diventa però prevalente in momenti di crisi profonda come quello che viviamo attualmente.
Abbiamo, inoltre, presentato al Prefetto i prodotti tipici provenienti soprattutto dalle zone individuate per la realizzazione del deposito.
Prodotti, presenti su vari mercati e particolarmente apprezzati, che esprimono tutta la Bellezza e la Qualità del nostro magnifico Territorio e sintetizzano la grande capacità delle donne e degli uomini che con il loro Lavoro diffondono il nome della Tuscia in tutto il Mondo.
L’incontro si è concluso con la richiesta al Prefetto di trasferire le nostre ragioni al Governo affinché tra le ragioni di esclusione vengano considerate anche i risvolti economici , sociali e ambientali legati al sovvertimento delle vocazioni e alla sottrazione di Terre utilizzate da generazioni per produzioni agricole».