Silvia Blasi

Il caso di Graffignano, nel Viterbese: ‘Su costi bonifica si applichi principio ‘chi inquina, paga”

“Impedire a chi è stato implicato nell’ambito di inchieste giudiziarie per sversamenti illeciti di rifiuti di ricevere l’autorizzazione per l’apertura di altre cave”.

Questa, in sintesi, la richiesta espressa con un’interrogazione a risposta scritta della consigliera regionale M5S del Lazio Silvia Blasi, in merito alla cava sita nel Comune di Graffignano, in località “Pascolaro”, in provincia di Viterbo.

“Attraverso il lavoro svolto dalla magistratura è emerso come 142 ettari nel Comune di Graffignano siano stati interessati dallo sversamento illecito di rifiuti pericolosi. Per questo motivo tra il 2006 e il 2007 è stata messa sotto sequestro una cava, gestita dalla società ICI s.r.l. e MCI S.p.a” – spiega Blasi – “La vicenda giudiziaria è caduta in prescrizione al tribunale di Viterbo, tuttavia dalle carte appare chiara la responsabilità in capo a queste società i cui presidenti e soci sono stati diffidati dalla Provincia di Viterbo, tramite l’ordinanza n. 10 del 16/02/2009, a provvedere alla messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale del sito. Attività mai svolta.

“Oggi questi due soggetti hanno chiesto una nuova autorizzazione alla Regione Lazio per il progetto di apertura di un nuovo sito estrattivo su un’area limitrofa a cave già esistenti e da loro gestite. Nel caso di esito positivo della richiesta, la Regione, paradossalmente, autorizzerebbe il business di società che, a causa delle loro inadempienze, hanno costretto la Regione Lazio a sborsare quasi 600mila euro per intervenire nella bonifica dei siti da loro contaminati”. “Proprio a questo proposito – conclude la consigliera pentastellata – ho chiesto alla Giunta se ritenga opportuno autorizzare l’apertura di una cava a soggetti individuati come responsabili degli sversamenti illeciti di rifiuti e dell’interramento degli stessi e se intendano sollecitare il Comune di Graffignano ad intraprendere, nel rispetto del principio ‘chi inquina, paga’, ogni azione nei confronti dei soggetti responsabili del danno ambientale, per il recupero dei soldi anticipati dalla Regione. Soldi, che voglio ricordare, escono dalle tasche dei cittadini del Lazio”.

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