Si è tenuta ieri pomeriggio una riunione degli amministratori della Lega della Tuscia per ribadire ferma contrarietà ad ogni ipotesi che preveda l’istituzione del centro nazionale per lo stoccaggio di rifiuti nucleari nel territorio provinciale.

Oltre agli amministratori ed ai coordinatori del partito nella provincia, hanno partecipato alla riunione, voluta dal Senatore Fusco, diversi rappresentati nazionali tra cui l’On. Durigon, coordinatore regionale del Lazio, l’On. Gava, già Sottosegretario per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare e responsabile nazionale del dipartimento ambiente della Lega ed il Sen. De Vecchis, responsabile organizzativo del partito nel Lazio

Presente anche il deputato europeo On. Rinaldi ed i consiglieri regionali Tripodi e Corrotti.

Bartolacci, Giulivi e Serra hanno evidenziato come i comuni di Tuscania, Tarquinia e Ischia di Castro, che nei piani della Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee) risulterebbero interessati dalle aree in cui dovrebbe emergere il deposito di rifiuti nucleare, abbiano già pagato molto sotto il punto di vista ambientale e paesaggistico, a causa dei numerosi impianti fotovoltaici ed eolici già presenti sui territori.

Ci si è chiesti quali fossero i parametri considerati nella stesura della Carta che vede i loro comuni essere ritenuti idonei ad ospitare il deposito, considerato che Tarquinia, ad esempio, ospita siti di valore inestimabile, inclusi nel patrimonio mondiale Unesco.

La scelta di includere ben 22 aree della Tuscia, tra le 67 della Cnapi individuate a livello nazionale, è stata ritenuta un vero e proprio attacco al territorio della Tuscia da parte del Governo, senza che vi sia stata alcuna condivisione ed alcun coinvolgimento dei rappresentanti del territorio, degli amministratori e  dei cittadini che in queste aree vivono.

L’On. Gava, responsabile nazionale per l’ambiente della Lega, ha ritenuto assurdo il modo di procedere del Governo che ha senza alcun confronto calato dall’alto questa lista di zone, nonostante il particolare periodo che stiamo vivendo con una crisi pandemica ed economica in atto, cui si è aggiunta un’irresponsabile crisi di governo.

Vannia Gava e l’europarlamentare Rinaldi hanno inoltre ricordato come vi siano comuni di altre regioni del nord Italia che già ospitano sui loro territori dei depositi provvisori di scorie nucleari e che si sono detti disponibili ad ospitare il deposito nazionale, ma che non sono stati inseriti nella lista delle aree idonee.

Anche i Consiglieri regionali, con il Capogruppo Tripodi, hanno garantito una dura opposizione in Regione a questa scellerata scelta del Governo, richiedendo già nelle prossime ore un Consiglio regionale straordinario sul tema che scongiuri la costruzione del centro di stoccaggio in una delle 22 aree del Lazio, e della Tuscia in particolare.

L’On. Durigon, il Sen.Fusco ed il Sen. De Vecchis, attivi sin dalle prime ore di ieri nel seguire la vicenda, hanno invece già presentato un’interrogazione parlamentare affinché il Governo chiarisca quali siano le intenzioni per la Tuscia, non più disponibile a subire in termini ambientali e paesaggistici.

Numerose, infine, le azioni che sono state proposte dagli amministratori che si opporranno in tutte le sedi, oltre che nei propri consigli comunali, affinché quanto deciso senza alcun confronto con i territori venga assolutamente rivisto.

A tal proposito in ogni comune verranno raccolte le firme di tutti i cittadini del viterbese che intenderanno contribuire a bloccare questo maldestro tentativo del Governo che vuole fare della Tuscia una terra di scorie nucleari.