Nella giornata di ieri, per le ragioni più disparate, ben due sono state le stazioni di pompaggio dell’anello COBALB in torno al Lago di Bolsena, specificatamente, la quattordici e la dieci, che sono andate fuori servizio con il conseguente sversamento delle acque nel lago.

Per quanto riguarda la quattordici, in breve tempo, grazie all’alta professionalità degli operai del COBALB, veramente specializzati, che nonostante siano vittime, tra altro, di mancati pagamenti di diverse mensilità, è stata rimessa in pieno esercizio; per quanto riguarda la dieci, invece, è passata tutta la giornata e, soltanto intorno alle venti, sempre su specifico intervento degli operai dell’Azienda, è stato possibile rimetterla in pieno e totale servizio.

Nella gestione di tutta la situazione, questa volta, va riconosciuto, è stata determinante la presenza e l’impegno del sindaco Massimo Paolini che si è dato un gran da fare con una serie di telefonate alle competenti maestranze dell’azienda sollecitando i dovuti necessari interventi; la Polizia Locale che ha svolto un servizio di tutela e gestione del traffico locale interessato; i Carabinieri Forestali che hanno vigilato sul regolare evolversi della situazione e del conseguente sversamento della acque nel lago, tenendo conto anche delle non favorevoli condizioni atmosferiche in atto.

Sig. Sindaco, troppo frequentemente questa struttura comincia a creare problemi…
Non possiamo negarlo ma, tutta la questione sta nel fatto che le due aziende competenti, Talete e soprattutto il COBALB che è in fase di liquidazione, gestita ora da un curatore fallimentare, ancora non riescano a trovare la loro unità gestionale e tecnico-operativa di tutto l’iter dell’acqua pubblica, con lo sfogo della diatriba sul tavolo del Tar del Lazio, il quale, con la sentenza di qualche giorno fa, ha stabilito che le due aziende devono diventare un’unica struttura per cui la gestione delle acque dalla fase di approvvigionamento nelle case e quella dello smaltimento dopo l’uso, sia gestita da un’unica struttura. L’altra questione, che forse è causa di questa situazione non troppo chiara, sta nel fatto che la Regione Lazio non abbia ancora il dovuto peso per questioni economiche, e di questo, ne conosciamo la storia.

Dunque una Regione poco presente su una situazione cosi rilevante?
Su questo vorrei dire che la Regione, se non addirittura la stessa Comunità Europea, dovrebbero farsi maggior carico della situazione, sia con più impegno economico che con direttive più precise, in considerazione che qui è in gioco la salubrità del Lago che è un serbatoio idrico di acqua potabile ed un bene naturale rispettando, conseguentemente, e direi, soprattutto, la sua flora e fauna interne.
E’ mio intento porre più attenzione e richiamare quella degli altri comuni, a questa realtà e mi adopererò, specialmente nella riunione in Prefettura che si terrà la prossima settimana, in tutte i modi e maniere perché l’Anello funzioni bene e nella continuità in modo che il lago venga sempre salvaguardato in ogni suo valore.

Pietro Brigliozzi