«Ieri 13 febbraio apprendiamo da un comunicato stampa che l’amministrazione comunale ha inviato alla Regione Lazio una relazione con le modifiche concordate.
Concordate con chi?
L’amministrazione – commentano dal M5S di Montalto di Castro – afferma che non c’é più tempo per proposte evidentemente tardive nei tempi ed incompatibili con le risorse attualmente disponibili.
Eppure è dal 2013 che il M5stelle chiede all’amministrazione uno studio alternativo al progetto. Otto anni fa, non un giorno.
Chi é tardivo?
A febbraio 2018 chiedemmo in consiglio comunale la formazione di una commissione tecnica per analizzare tutte le problematiche progettuali. Tre anni fa.
Chi é tardivo?
In buona sostanza ci dicono che i giochi sono fatti e non c’è più niente da fare se non accettarli e l’unica cosa che si può ottenere è non più un muro ma un muretto?
Di tardivo c’è solo questo tentativo di porre rimedio al muro sostituendo nella parte alta al cemento 80 centimetri di paratie mobili che rimarranno fisse da settembre a giugno. Quindi l’altezza complessiva del muro rimarrà sempre la stessa.
L’amministrazione spieghi perché fin dal 2012 nelle varie conferenze di servizi ha sempre dato il suo parere positivo all’opera dove il muro c’è sempre stato nel progetto.
Spieghi perché non ha dato il suo parere negativo pretendendo uno studio di fattibilità aggiornato che comprendesse anche gli effetti dell’evento alluvionale del 2012.
Spieghi perché non ha preteso che si svolgesse la valutazione di impatto ambientale
Spieghi perché non ha difeso fin dall’inizio la sopravvivenza del settore nautico alla foce del fiume, perché anche se nessuno lo dice apertamente la nautica scomparirà con questo progetto.
Spieghi perché non ha preteso che venissero messi in sicurezza e collaudati i due bracci a mare che, ricordiamolo, adesso sono interdetti.
Spieghi perché non ha preteso che venisse risolto il problema dell’insabbiamento della foce.
Spieghi perché non ha preteso la pulizia e la  manutenzione dell’alveo fluviale e la protezione del lato destro del fiume dove esiste una meravigliosa oasi naturale.
Spieghi perché non ha sollevato la questione dell’interrimento del bacino della diga di Vulci e la possibilità di trovare altre aree di laminazione o espansione a monte.
Queste sono solo alcune delle domande che devono avere risposta e come otto anni fa ci viene detto che la situazione è prendere o lasciare perché qualsiasi soluzione è incompatibile con le risorse attualmente disponibili. Quindi si riduce tutto ad una questione di soldi?
La sicurezza della Marina sta a cuore a tutti, non soltanto all’amministrazione, ma si abbia il coraggio di dire che di questo progetto se ne parla da trent’anni dopo la disastrosa alluvione del 1987 ! Deve essere chiaro che chi era bambino nel 1990 adesso ha figli e famiglia.
Ora invece l’amministrazione dice che la richiesta di riapertura della conferenza di servizi comporterebbe un allungamento dei tempi di realizzazione del progetto con un concreto rischio di inondazione della Marina. E in questi trent’anni forse la Marina non è stata inondata ? I danni alle attività forse non ci sono stati?
Quello che invece appare finalmente evidente è la necessità di rivedere il progetto chiedendo la riapertura della conferenza di servizi, mettersi al tavolo con gli altri enti coinvolti facendo valere le ragioni del nostro territorio, difendendo il nostro ambiente e le nostre attività economiche».