Nel pomeriggio di sabato, primo del corrente mese, presso il salone Innocenzo Terzo della Rocca dei Papi, nella città di Montefiascone, si è tenuta una nuova conferenza sul problema della geotermia, con lo specifico titolo: Tra Faglie Attive e Vulcani?, ne accenniamo i passi salienti.

In questi ultimi tempi, a seguito dei nuovi impianti che il Ministero intende realizzare nel territorio del vicinissimo comune di Castel Giorgio. Il tema della geotermia è molto sentito in tutto l’Alto Lazio, in special modo nell’intero comprensorio del bacino de Lago di Bolsena, con i sindaci ed Amministrazioni comunali di tutti paesi del comprensorio stesso, che si sono uniti in una serrata lotta per evitare la realizzazione dei nuovi impianti, ritenuti un vero disastro ambientale, visto che provocherebbero, nella zona, un notevole aumento della già alta presenza sismica.

È opportuno ricordare che l’intero Alto Lazio, con le vicine terre dell’Umbria e della Toscana, sono già state classificate a buon rischio sismico e fanno parte di tutta la catena sismica che si diparte dal bacino del Vesuvio ed arriva fin su l’Alta Toscana.

Relatore principale dell’importante conferenza, alla quale erano presenti il sindaco Massimo Paolini che ha dato il suo saluto a tutti i presenti, l’assessore Rita Chiatti, promotrice dell’incontro, diversi sindaci della zona, rappresentanti di molte Associazioni locali, moltissimi cittadini, tra i quali spiccavano, il direttore generale della Talete, ing. Alessandro Fraschetti, il consiglieri comunali capo gruppo della Lega Bracoloni, il capogruppo del M5S, Cicoria ed il presidente dell’Accademia Ambientalista Cronos di Vt, Avv. Ottavio Capparella, lo scienziato Giuseppe Mastrolorenzo, Primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale, durante la sua relazione di altissimo contenuto scientifico e tecnico, supportato da una lunga serie di slide ed una efficientissima chiarezza espositiva, ha apportato nuovi elementi per dire un no tassativo al piano del Ministero.

Lo scienziato ricercatore, originario di Napoli, che per tanti anni ha studiato il bacino del Vesuvio, si è occupato, per molto tempo anche del bacino del Lago di Bolsena, e, come Lui stesso ha affermato, ha ritenuto quest’ultimo di grande interesse poiché, esso, ha delle caratteristiche uniche che fanno ben comprendere la relazione di reale pericolo che esiste tra le faglie, le trivellazioni del sottosuolo e l’aumento di sismicità sul territorio nel momento in cui, con le trivellazioni, si vanno ad colpire le numerose faglie provocatrici dei terremoti, i quali, nel bacino del lago di Bolsena, partono, quasi sempre, dal quarto grado della scala Mercalli, con la possibilità di arrivare anche fino al sesto con tutti i vari parametri di alta pericolosità e potenziale distruttivo.

A tali livelli di potenza sismica, certo, non resisteranno i centri storici dei paesi lacunari, visto che, nel tempo, difficilmente quantificabile, comunque, stando a diversi dati già reperiti, si parla di migliaia di anni, sicuramente, il bacino del lago verrà interessato da forti terremoti. Purtroppo il movimento delle faglie non è prevedibile ed è possibile studiarlo solo dopo i terremoti che provocano. Per l’Alto Lazio, visti gli ultimi terremoti verificatisi, la situazione geomorfologica della zona di Bagnoregio con la sua Civita, città che muore, come pure la struttura della città di Orvieto, c’è da sperare poco di buono.

Altro grande rischio è l’inquinamento idrogeologico che è sempre strettamente connesso con la sismicità del suolo, coinvolgendo, così, le varie falde acquifere con disastrose conseguenze, che potrebbero addirittura portare, le acque del lago, ad essere completamente arsenificate e quindi inservibili. Va anche tenuto conto, come ha spiegato l’illustre scienziato Mastrolorenzo, le stretta relazione che esiste tra calore temperatura e pressione, tre elementi sempre presenti in ogni terremoto.

In  sintesi, già le semplici trivellazioni del terreno, provocano la riduzione del tempo tra un terremoto ed un altro; esse comportano il rischio d’innesco. In conclusione, alla luce degli ultimi studi, ha affermato lo Scienziato, Mastrolorenzo, è ora d’iniziare a parlare di etica della geotermia, per comprendere meglio l’intera problematica e come l’esigenza di nuove fonti energetiche, specialmente quelle geotermiche, vanno poco o nulla d’accordo con la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Pietro Brigliozzi