Registrati danni agli ulivi del Parco, Michelini chiarisce: “Il verde va salvaguardato, ma non possiamo fermarci”

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Lavori presso il Parco delle Querce, la questione approda finalmente in consiglio comunale. Alla presenza di alcuni rappresentanti del Comitato creatosi in difesa del Parco (minacciato dai lavori per la costruzione di una palestra al suo interno), la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, propone all’assise comunale di anticipare la discussione sul suddetto tema, alla luce dei primi interventi distruttivi messi in atto da ruspe e camion.

 

“Il gruppo dei cittadini di Santa Barbara – afferma la consigliera Frontini – ha presentato una petizione finalizzata alla salvaguardia del Parco nel suo complesso. La stessa cosa è stata promossa dalla sottoscritta, con l’intento di salvaguardare le querce e di far sì che l’intervento fosse inteso come riqualificante e non come distruttivo. Nel frattempo, però, i lavori hanno preso il via e le piante, in particolare gli ulivi, sono stati maciullati dalle ruspe. Le promesse del sindaco, che aveva assicurato tutt’altro tipo di azione, non sono state evidentemente mantenute.

 

ulivi rovinati

 

Un vero peccato – prosegue Frontini – perché questo punto era essenziale per una civile accettazione dei lavori. Tutto ciò è stato però largamente disatteso. Non mi sorprenderei, a questo punto, se qualche cittadino decidesse di occupare il Parco al fine di impedire il prosieguo dei lavori. Oltre a ciò, ritengo che la costruzione di una palestra in quel luogo non possa essere fatta passare come un intervento teso a costruire un nuovo luogo di aggregazione, poiché il parco è già di per sé un luogo in cui molta gente si ritrova. Chiediamo pertanto che gli scavi si fermino immediatamente, almeno finché non sarà fatta chiarezza”.

 

“Avete preso in giro i cittadini – tuona il consigliere del M5S Gianluca De Dominicis – continuando a ripetere per mesi che in merito ai lavori presso il parco si sarebbe potuto discutere. Peccato però che tutto ciò non fosse vero, poiché una volta assegnati i lavori il Comune non avrebbe più potuto intervenire in nessun modo. E non ci si venga a dire che rinunciando a tale intervento il Comune avrebbe perso 700mila euro, poiché tale somma avrebbe potuto rimanere nelle casse comunali ed essere impiegata in altri ambiti. Fermo restando i miei dubbi su iter di assegnazione dei lavori, ritengo che sia il caso di interrompere i lavori, evitando ulteriori danni”.

 

In disaccordo su alcuni punti si pone il consigliere di Oltre le Mura Sergio Insogna, che specifica: “Questo tipo di intervento ci è stato lasciato in eredità dalla giunta Marini – sottolinea – pertanto non è ammissibile dire che questa giunta è l’unica responsabile di questo procedimento. L’amministrazione Michelini, infatti, non ha fatto altro che portare avanti quel progetto precedentemente approvato. Certo è che il sindaco aveva assicurato delle modifiche tese ad indennizzare i cittadini rispetto a questa struttura invasiva. Fermo restando che i lavori, a mio avviso, non possono essere bloccati, credo pertanto che il sindaco debba non solo ascoltare i cittadini ma anche mettere in atto azioni concrete che vadano incontro alle loro richieste”.

 

A difesa dell’amministrazione comunale si erge l’assessore ai Lavori pubblici, Alvaro Ricci: “Lo stato ci ha autorizzato a spostare i fondi destinati alla costruzione di campi di calcio e da tennis verso la costruzione del centro civico sportivo in tale luogo. Mi sembra pertanto che dubbi sulla legittimità dell’intervento non ce ne possano essere. Riguardo poi alle rimostranze della consigliera Frontini, credo che la stessa si sarebbe potuta attivare quando era assessore, ovvero, nel periodo in cui tale progetto è stato approvato. A mio avviso il Comune è liberissimo di interrompere questa procedura. Certo è che, a Santa Barbara, non ci sono altri luoghi in cui porre in essere tale intervento. Lo strumento urbanistico, approvato nel 2006, ci impone infatti di utilizzare quella precisa area. Nel contempo invieremo un nostro agronomo a verificare che l’espianto delle piante avvenga in maniera corretta, cosa che, a quanto pare, non sta avvenendo. A prescindere da ciò, penso che un quartiere importante come Santa Barbara, in cui non tutti sono contrari alla realizzazione della palestra, abbia bisogno di interventi di edilizia secondaria come chiese, palestre e altri servizi; il tutto, ovviamente, salvaguardando il più possibile il verde pubblico”.

 

Una versione, quella dell’assessore, che però non convince il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci che sbotta: “Innanzitutto il sindaco avrebbe dovuto iniziare questo Consiglio comunicando le dimissioni di due assessori. Qui non siamo al bar delle sport o nel suo vivaio, caro sindaco, in cui ci sono gli extracomunitari che lavorano ai suoi ordini. Questo è un organico che si muove secondo delle leggi, che lei dovrebbe essere il primo a rispettare. Tornando alla vicenda, nel 2013 i cittadini ci sollecitarono in merito a tale vicenda. Da parte nostra abbiamo sempre ritenuto che i lavori dovessero essere fatti salvaguardando il verde. Esponenti rappresentanti di questa amministrazione, invece, pur sapendo che il contratto era stato affrontato a febbraio, si sono presentati a Santa Barbara nel mese di aprile, affermando che c’erano margini per lo spostamento dei lavori. Tutta questa confusione ha generato la rabbia dei cittadini, delusi per il venire meno delle aspettative generate dalle vostre infondate parole. Se poi a tutto ciò ci andiamo a sommare i problemi legati alla viabilità capiamo lo sdegno dei cittadini, sino ad oggi evidentemente presi in giro dalle vostre balle”.

 

Ad intervenire è a questo punto il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini: “Che Santa Barbara avesse e abbia bisogno di strutture è sotto gli occhi di tutti. La mia giunta si mosse in tale direzione, proponendo la realizzazione di una scuola, dell’asilo nido e del centro civico sportivo. Con 700mila euro ci venne però detto che l’unica cosa da fare era quella di realizzare una semplice palestra in quell’area. La scelta era tra perdere il finanziamento o realizzare la palestra. Se avessi immaginato che questo interventi avrebbe scatenato tutto questo putiferio avrei rinunciato al progetto. Una cosa però va specificata: in quel frangente chiesi di avere garanzie sul fatto che le querce non venissero toccate”.

 

La discussione si infiamma, con Chiara Frontini che torna a prendere la parola precisando: “Potete continuare a dire che avrei potuto intervenire quando ero in giunta, ma la verità è che quando il progetto è stato ideato avevo 16 anni e non ero ancora in giunta. Di contro, da due anni a questa parte, sono sempre stata presente e in prima fila per la salvaguardia del parco; la stessa cosa non si può certo dire dell’amministrazione e della maggioranza attuale. La verità è che questo progetto si poteva cambiare fino a un anno fa. La parola fine l’avete pertanto scritta voi”.

 

Per il capogruppo del Pd, Francesco Serra, l’attenzione va però spostata sull’utilità del progetto: “Fare la parte del cementificatore – afferma – mi viene difficile, ma allo stesso tempo non posso non sottolineare come il quartiere Santa Barbara abbia necessità di strutture. Non portare a termine i lavori sarebbe pertanto un grande errore. Ovviamente bisognerà controllare che i lavori procedano senza che si verifichino danni”.

 

A favore del prosieguo dei lavori si pongono anche i capigruppo di Oltre le Mura e di Sel, Maurizio Tofani e Paolo Moricoli.

 

“Alla luce di quanto è stato detto è necessario chiarire alcuni punti: “Rispettando la volontà di tutti coloro che si sono prodigati per difendere il Parco, sono convinto che il quartiere Santa Barbara abbia bisogno di infrastrutture. Questa amministrazione vuole e deve andare avanti. Ridurre al minimo i danni ambientali è in ogni caso possibile. Non c’è nessun pericolo di abbattimento di querce così come non c’è pericolo che si verifichino dei danni alle 21 piante di ulivo presenti. Da quanto potuto verificare da delle foto non posso non rilevare che i lavori non sono stati fatti a regola d’arte e, per questo, ho chiesto subito di andare a verificare la situazione. Riprendo per tanto oggi l’impegno affinché tutto prosegua in maniera regolare”.

 

Il dibattito si esaurisce con le parole del primo cittadino, ma i consiglieri Frontini e De Dominicis non intendono archiviare la questione. “Trasformeremo queste petizioni – annunciano – in ordini del giorno da sottoporre al Consiglio comunale, in modo che lo stesso possa esprimersi ufficialmente su tale vicenda”.

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