VITERBO «Una persona eccezionale. Un uomo che mi ha salvato la vita e con il quale avevo stretto un rapporto di profonda amicizia e collaborazione».

Sono parole piene di commozione quelle che Patrizia Badini, presidente dell’Ail Viterbo, dedica a Franco Mandelli, medico e fondatore dell’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma scomparso ieri.

«Ha speso la sua esistenza per le malattie del sangue e la solidarietà. – prosegue Badini – Porterò sempre con me un bellissimo ricordo. Il ricordo di un uomo che mi ha preso per mano nel lungo percorso della mia malattia. Mi ha fatto superare paure e incertezze. Mi ha reso una donna più forte e consapevole che potevo fare tanto per le persone colpite dalla leucemia, dai linfomi e dalle altre patologie gravi del sangue. Sono quindi entrata nell’Ail oltre 20 anni fa, per costruire nella nostra provincia una rete di solidarietà e assistenza ai pazienti e alle loro famiglie.

Il prof. Mandelli mi è sempre stato vicino, come lo è stato con tutti i volontari che in queste ore mi hanno inviato messaggi bellissimi. Messaggi carichi di affetto verso un uomo innamorato della sua professione e dei suoi pazienti». Nato 87 anni fa a Bergamo, Mandelli si è laureato a Milano nel 1955, per poi trasferirsi prima a Parma e in seguito a Roma, dove diventa una figura di spicco nella lotta alle malattie del sangue. Era presidente del gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto (Gimema) e dell’Associazione italiana contro le leucemie (Ail), fondata nel 1969.

«Lascia un grandissimo vuoto. – conclude la presidente dell’Ail Viterbo – È innegabile. Continueremo a portare avanti il suo sogno per promuovere la ricerca scientifica e la prevenzione. Nei prossimi mesi organizzeremo delle iniziative benefiche di raccolta fondi, per dare ancora più forza alle attività della nostra associazione».
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