La reazione scomposta della UIL, che abbiamo letto in alcuni quotidiani online, è forse il segnale – comunica DICCAP-SULPM – che quel gruppo di poliziotti locali di Viterbo che, in maniera del tutto autonoma, l’hanno contestata, hanno colto nel segno.

Ci duole dirlo ma il Diccap-Sulpm non c’entra proprio nulla con quella missiva e la Uil invece di tentare inutili voli pindarici mascherandosi da improbabili Ispettori Derrick e cercando di individuare responsabilità in altri sindacati per gettare fumo sui veri problemi della Categoria, farebbe bene a fare una profonda autocritica prima di lanciare accuse diffamatorie per questa O.S..

La UIL, rispondendo in quei termini, ha dimenticato che la sua controparte politica sono i datori di lavoro e non certamente gli altri sindacati e men che meno i lavoratori che, a quanto pare, dovrebbe ascoltare e difendere e, occorre dirlo per correttezza di informazione, sembra strano non abbia notato che tra i firmatari di quella missiva ci siano anche iscritti UIL !!!

Sebbene siamo rimasti basiti dal vederci coinvolti nostro malgrado in questa vicenda, non intendiamo farci tirare la giacchetta in questa inutile polemica che serve solo a dividere la Categoria, anziché unirla, ma, se vi fosse bisogno si sappia che, il DiCCAP-Sulpm, è solito affrontare le questioni e le persone a viso aperto, come già ampiamente dimostrato nel corso di questi decenni, ascoltando tutti i lavoratori, oltre che quelli iscritti.

La Uil, infine, pensando che dietro a quella nota ci fosse chissà quale teorema, ha solo ulteriormente dimostrato che è proprio vero quel famoso proverbio: “il gatto nella dispensa quello che fa, pensa!”