Secondo i dati divulgati dall’Osservatorio sulle tasse locali di Confcommercio, aumenta la TARI per cittadini e imprese, ma calano livello e quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali.

A Viterbo il costo della TARI nell’anno 2018 ammonta a € 11.084.849 (rispetto ai € 9.724.045 del 2017): ogni cittadino, in media, ha pagato 163,5 euro, rispetto ai 144,1 euro del 2017.

Per quanto riguarda le imprese: i negozi viterbesi di abbigliamento e calzature, le librerie e le cartolerie pagano 6,51 euro al mq, a fronte di una media nazionale di 5,92 euro/mq; i ristoranti, invece, sono tassati circa 13 euro al mq, al di sotto della media nazionale che si aggira intorno ai 20 euro/mq. Per i bar, il costo medio della Tari è di circa 11 euro, 6 euro in meno rispetto alla media nazionale.

Questi i costi, ma altrettanto interessanti sono i dati circa il livello del servizio. In generale, i servizi nella Regione Lazio si collocano al di sotto del livello di sufficienza; tuttavia, in un confronto interno tra i capoluoghi laziali, Viterbo detiene il primato per i livelli più alti di qualità ed efficienza nel servizio.

OpenCivitas.it stima per Viterbo, in base alle caratteristiche territoriali, agli aspetti socio-demografici della popolazione residente e ai servizi offerti, un fabbisogno pari a 11.152.761 euro annui, inferiori rispetto ai 11.084.849 a cui ammonta la TARI 2018. Tuttavia, su una scala da 1 a 10, i servizi nel viterbese si aggiudicano la sufficienza (6 su 10) che diviene eccellenza se paragonata a Frosinone (1 su 10) o Rieti (2 su 10).

Vola in vetta alla classifica anche la percentuale della raccolta differenziata: il 49% a Viterbo rispetto al 15% di Frosinone e 21% a Rieti.

Pertanto, un aumento per cittadini e imprese a fronte, tuttavia, di servizi il cui livello di efficienza è superiore rispetto alla media regionale. La gestione viterbese del 2018 può dirsi, relativamente, virtuosa; tuttavia, Confcommercio auspica che la nuova ARERA, Autorità dell’energia elettrica e del gas che ha assorbito le competenze di regolazione e controllo sul ciclo dei rifiuti urbani, possa intraprendere un dialogo costruttivo con gli operatori e le associazioni imprenditoriali per avviare una riforma complessiva della fiscalità locale legata alla gestione dei rifiut

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