«Le dimensioni del deposito e il prevedibile impatto sul nostro Territorio saranno devastanti
sotto ogni profilo. Il solo deposito di stoccaggio avrà una superficie di 90 ettari i quali
equivalgono a 126 campi da calcio, ad esso verrà annesso un parco tecnologico, solo
approssimativamente definito negli atti pubblicati, di altri 40 ettari equivalenti a 56 campi
da calcio.

Quest’area, per ospitare le strutture idonee allo stoccaggio, avrà bisogno di uno sbanco di
terra per ospitare almeno le fondamenta. Se consideriamo uno scavo minimo di un metro
e lo moltiplichiamo per 90 ettari produrremo 900000(novecento mila) metri cubi di terra
di risulta.

Se fossero due metri di profondità la cubatura si raddoppierebbe, considerate
poi che questo impressionante movimento di terra lo farebbero delle macchine operatrici
tradizionali, quali escavatori, ruspe, dumper e camion e non avveniristici mezzi robotici da
lavoro. Considerate infine che un camion per trasporto terra porta al massimo 14 metri
cubi, il solo movimento di un metro di sbanco su novanta ettari comporterebbe quasi
70000 movimenti di camion. Solo analizzando questi semplici questi dati risulta evidente
che la ferita sul territorio sarebbe già insanabile.

A questi dati va aggiunto il fatto che la nostra zona non è attrezzata con infrastrutture tali
da sopportare un simile cantiere, dunque serviranno strade, ponti, ferrovie, depositi, aree
accessorie di cantiere che non saranno affatto a servizio delle nostre Comunità ma che
sottrarranno ulteriori ed importanti parti di Territorio.

A tutto questo quadro, già altamente compromettente, vanno aggiunte i 78000 metri cubi di scorie radioattive che verranno ospitate nel deposito per un periodo di 300 anni.
Questo immenso volume equivale al contenuto di 31 piscine olimpioniche, a queste scorie
va aggiunta un’ulteriore quantità non ben definita di scorie ad alta radioattività che dovranno sostare “provvisoriamente” nel deposito. Ci permettiamo di dire che purtroppo nel nostro paese niente è più definitivo di ciò che è provvisorio!

Bastano questi motivi e questi dati elementari per attivarci tutti, scegliere per il nostro
Territorio un Futuro migliore e ribadire con forza, a chi ha la volontà di avviare questo
progetto, che questa è la nostra Casa, che l’abbiamo costruita nei secoli secondo la nostra
volontà, che gli ospiti entrano secondo le nostre regole e solo se sono benvenuti, che le nostre prospettive di sviluppo divergono completamente da quelle portate dal deposito di scorie nucleari, che il deposito e chi lo porta non sono i benvenuti!»