«Come Orizzonte Lazio non possiamo rimanere impassibili dopo aver appreso la notizia del sito unico nazionale di stoccaggio delle materie radioattive.

Con il referendum del 2011 gli Italiani hanno detto no al tentativo da parte di Forza Italia e Lega Nord, allora al governo, di far tornare il nucleare in Italia. Resta però la spina nel fianco delle scorie già esistenti e stipate in siti provvisori e obsoleti.

Come richiede da tempo l’Unione Europea, la situazione italiana deve essere sanata per non intercorrere in infrazioni. Ma a che prezzo? La Società Gestione Impianti Nucleari (Sogin) ha reso nota la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) per creare un unico deposito nazionale dei rifiuti nucleari. I siti possibili sono 67 e tra questi 7 si trovano nel Lazio e tutti in provincia di Viterbo: Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Corchiano e Montalto di Castro.

Quest’ultimo già sede della centrale nucleare poi convertita dopo il referendum del 1987 in centrale termoelettrica Alessandro Volta. Il Lazio, e soprattutto la provincia di Viterbo, ha già dato molto in fatto di strutture energetiche: ettari ed ettari di pannelli fotovoltaici, centrali termoelettriche, pale eoliche – Afferma Sebastiani Stefano di Orizzonte- Lazio – senza contare che questa provincia ha incentrato la maggioranza della sua economia nel settore agricolo con prodotti di qualità e nel turistico con un indirizzo sempre più green grazie alle numerose riserve ed una natura incontaminata.

Un tale deposito andrebbe a compromettere tali economie con grave danno ai cittadini. Cogliamo positivamente l’appello del consigliere Montaltese Quinto Mazzoni alla concretezza e responsabilità di tutte le parti politiche nel rigettare queste ipotesi.

Siamo fiduciosi, dopo le parole del consigliere Regionale Enrico Panunzi sulla contrarietà da parte della regione Lazio ad una tale idea, che nessun sito verrà localizzato nei comuni viterbesi. Nel 2011, continua Sebastiani, fui presidente del Comitato Antinucleare di Montalto di Castro e ci battemmo per impedire il ritorno al nucleare.

A 10 anni di distanza da quel referendum, come Orizzonte-Lazio siamo sempre pronti a lottare per difendere il nostro territorio dall’ennesimo tentativo di stupro».