La sentenza del Consiglio di Stato, sugli impianti per la geotermia nell’Alto Lazio-Bassa Umbria, ha provocato nella città di Montefiascone un certo trambusto con due fazioni contrapposte: da una parte i sostenitori del progetto nascosti dietro un’apparente indifferenza, dall’altra i fermi oppositori al progetto dell’impianto.

Per comprendere a pieno questo clima è necessario ricordare ad alcuni punti chiave delle posizioni assunte da alcuni membri della passata amministrazione. In particolare l’accesa discussione avvenuta in un memorabile consiglio comunale, durante il quale si creò la prima frattura all’interno della maggioranza del capo gruppo Sandro Leonardi, guidata dall’ex sindaco M. Paolini.

In quel Consiglio Comunale, passato alla storia della politica locale, dopo una lunga e vivace discussione, sul problema della Geotermia nel comune di Castel Giorgio e territorio del bacino del Lago di Bolsena, a seguito dei diversi convegni organizzati dall’instancabile assessore Rita Chiatti con la partecipazione di tutti i sindaci dei paesi del bacino del lago, si passò alla votazione per l’adesione al gruppo dei trentuno sindaci che hanno ricorso al TAR contro la ITW-LKW spa, società che ha finanziato il progetto.

La maggioranza risultò divisa; il capo gruppo Leonardi ed il suo gruppo politico nelle persone dell’assessore F. Notazio, della consigliera D. Pompei, del consigliere R. Capocecera, si trincerarono dietro un’astensione che sapeva molto di contrarietà, mentre la vice sindaco O. Celeste, sempre dell’area del Leonardi, prima votò a favore poi, immediatamente, ripresa, ritirò il voto dichiarandosi anch’essa astenuta

A tutto questo, con valenza politica, nei giorni successivi, seguirono le dichiarazioni del Leonardi con le quali affermava che, in seguito, non avrebbe più votato alcuna proposta presentata dall’assessore Rita Chiatti.

La sentenza del Consiglio di Stato, rimette le cose al loro posto, con la Chiatti e chi l’ha sostenuta nella posizione dei vincitori e gli astenuti relegati nella parte dei perdenti. Non si può non sottolineare lo schiaffo morale che ne consegue, come pure si deve riconoscere che certe scelte fondamentali nell’interesse della salute dei cittadini e nel totale rispetto dell’ambiente e della terra, per dirlo con Papa Francesco, vanno fatte al di là dei tornaconti politici e personali.

Pietro Brigliozzi