ROMA – “Sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Sono i cinque pilastri su cui poggia la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma di tutto il sistema della raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo è far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta. Un traguardo raggiungibile per garantire alle future generazioni la preservazione dell’ambiente, e non la sua progressiva consumazione”. Così Alessandro Mazzoli (foto), deputato del Partito democratico, illustra la proposta di legge intitolata “Legge rifiuti zero: per una vera società sostenibile”. La discussione della proposta è iniziata questa mattina in ottava commissione, ovvero quella Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, di cui il parlamentare viterbese è membro. Le finalità corrispondono a quelle perseguite dal pacchetto di misure sull’economia circolare, adottato dalla Commissione europea nel luglio scorso, al cui interno in particolare è contenuta la comunicazione “Verso un’economia circolare: un programma a zero rifiuti per l’Europa”. La legge di iniziativa popolare raccoglie la volontà di cambiamento in materia di rifiuti di quasi 150 organizzazioni tra le quali la Rete Zero Waste Italy, l’Associazione Comuni virtuosi, l’Associazione nazionale delle pubbliche assistenze (Anpas), Attac Italia e Re:Common oltre ad altre associazioni, reti, comitati e realtà della società civile di 18 regioni diverse che insieme hanno costituito il primo nucleo promotore della proposta di legge.

 

L’iniziativa è partita a giugno del 2012 da una proposta elaborata da Paul Connett, l’ideatore della strategia “rifiuti zero” e docente universitario. La proposta prende atto che per raggiungere l’obiettivo votato nel maggio 2012 dal Parlamento europeo, ovvero la chiusura di inceneritori e discariche entro il 2020, occorre innovare profondamente la normativa ora in vigore per la gestione dei rifiuti (Testo unico Legge n° 152/2006 e successive modifiche).

 

“Le finalità generali del disegno di legge di iniziativa popolare – spiega Mazzoli – si fondano sulle seguenti linee direttrici: far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta; rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa, 1986; rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti; assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti; ridurre la produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000; recepire e applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali”.

 

Per raggiungere gli obiettivi, il progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a: promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo; spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo; contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali; ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento.

 

“Alcune delle misure chiave della proposta – aggiunge Mazzoli – sono: sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale per il reato di danno ambientale; dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti e introdurre forme di cooperazione tra Comuni per la raccolta porta a porta e la filiera di trattamento. Lo scopo è sviluppare l’occupazione locale in bacini di piccola-media dimensione, che favoriscano le attività di produzione e commercializzazione di materiali e prodotti derivati da riciclo e recupero di materia”.

 

“L’avvio della discussione di oggi è solo l’inizio: nelle prossime settimane terremo un ciclo di audizioni di soggetti istituzionali e associativi per approfondire, integrare e migliorare la proposta di legge che nasce dalla società civile. Non è escluso – conclude il deputato Pd – che singole iniziative previste da questa proposta di legge possano essere inserite in provvedimenti del Governo e del Parlamento, entrando così in vigore già nelle prossime settimane”.

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