PROVINCIA – “Il Comitato Farnese, ambiente, salute e territorio, prosegue nella sua opera di studio e informazione inerente la problematica della geotermia elettrica. Nei primi giorni di febbraio scadrà il termine di blocco ai progetti geotermici del territorio, imposto dalla Regione Lazio. Pertanto ogni progetto in corso riprenderà il suo iter.

Tale sospensione purtroppo, invece di costituire un incentivo all’ampliamento del Coordinamento dei sindaci in un tavolo tecnico provinciale permanente, ha comportato una fase di stallo.

Nel nostro continuo lavorare sul tema, proponiamo oggi un’intervista all’europarlamentare 5 Stelle Dario Tamburrano, estremamente attivo a Bruxelles durante il suo incarico, attraverso emendamenti, interrogazioni e osservazioni, sulle conseguenze disastrose della geotermia elettrica proposta oggi in Italia.

Come si sta muovendo la politica europea in materia di geotermia?

“La geotermia é inserita dall’UE fra le energie rinnovabili, e quindi gode di incentivi, ma non esiste una legislazione sulle emissioni delle centrali geotermiche pericolose per l’ambiente e la salute, che in Italia sono imponenti. I primi mesi del 2018 a Strasburgo il Parlamento europeo voterà i nostri emendamenti alla nuova direttiva rinnovabili che mirano ad introdurre norme specifiche.

Le 34 centrali geotermoelettriche italiane sono tutte in Toscana e di tipo flash. I fluidi ad alta temperatura estratti a migliaia di metri di profondità vengono portati a contatto con l’atmosfera, dove rilasciano ‘gas incondensabili’ contenenti mercurio, arsenico, anidride solforosa, ammoniaca. E anche grandi quantità di gas serra sotto forma di anidride carbonica e metano.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, le emissioni di mercurio sono pari a 1.5 tonnellate annue. La UE ha proibito, perché pericolosi, i termometri domestici che contenevano due grammi di mercurio, ma é come se ogni anno attorno alle centrali geotermiche toscane si rompessero 750.000 termometri.

Le emissioni climalteranti sono state calcolate solo per le centrali geotermiche del Monte Amiata: questa elettricità ha un potenziale di riscaldamento globale pari a 693 Kg di anidride carbonica al MWh, superiore alle centrali termoelettriche italiane alimentate a gas fossile.

I nostri emendamenti alla nuova direttiva rinnovabili mirano a far sì che la Commissione europea studi il problema delle emissioni geotermiche e, se appropriato, presenti una proposta legislativa per regolamentarle. E’ l’unica proposta sulla quale possiamo tentare di costruire un consenso in questo Parlamento europeo, in maggioranza fieramente contrario a tutto ciò che può ledere gli interessi delle lobby industriali ed economiche”.

Quali sono le sue maggiori preoccupazioni virando lo sguardo verso l’Italia, e quindi anche verso il viterbese?

“E’ in atto una corsa a sfruttare i fluidi geotermici. Le linee guida ministeriali non scoraggiano in alcun modo gli impianti con emissioni in atmosfera. Nel Lazio esistono 27 richieste di ricerca di fluidi geotermici, 8 permessi di ricerca ed una concessione di coltivazione a Latera. Qui si vorrebbe rimettere in funzione parte degli impianti che, a cavallo del 2000, ebbero vita breve a causa delle emissioni: la vegetazione seccava, una nube tossica arrivò fino a Montefiascone”.

L’Italia è già in pre-infrazione per quanto riguarda la qualità delle acque: la geotermia non rischia di peggiorare drasticamente le cose?

“Certo che sì. Quando esiste un collegamento fra la falda idropotabile e i sottostanti fluidi geotermici, alcune attività geotermiche possono far scendere la falda e fare risalire le sostanze inquinanti presenti nei fluidi. In seguito ad una nostra interrogazione, l’Italia sta rischiando una procedura di infrazione per l’acqua erogata dall’acquedotto del Fiora, che si approvvigiona da sorgenti situate nell’area geotermica dell’Amiata”.

Come pensa che si possa uscire da questa situazione apparentemente irreversibile? Cosa dovrebbero fare gli amministratori locali e la politica regionale?

“Come europarlamentare posso agire nell’ambito delle mie competenze istituzionali, ma a livello nazionale urge una nuova legge sulla geotermia: quella attuale è lacunosa e insufficiente oltre che spesso inapplicata”.

Comitato Farnese
Ambiente, salute e territorio

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