Luisa Ciambella

«Il dramma dei centinaia di dipendenti del Cup della nostra provincia ha bisogno dell’impegno di tutti i rappresentanti eletti in consiglio regionale e dei parlamentari del nostro territorio oltre che degli enti locali.

La nostra Asl – comunica Luisa Ciambella, Capo gruppo PD comune di Viterbo – è tra quelle messe peggio nella Regione Lazio, i nostri lavoratori rischiano non solo una decurtazione significativa dello stipendio ma anche l’esubero.

Tutto questo a seguito di scelte che hanno portato ad un appalto che per ridurre i costi ha scaricato sui lavoratori i tagli.

La sinistra che si caratterizza per l’impegno nel tutelare i diritti dei lavoratori e degli ultimi e che vuole cambiare e far voltare pagina al Paese deve non solo predicare bene ma praticare con coerenza ed efficacia.

I dipendenti del Cup sono la prima frontiera a cui si rivolge il cittadino, la prima linea che da risposte alla gente, risposte spesso non facili viste le liste d’attesa, a cui sopperiscono con sorriso e gentilezza.

Questi lavoratori che hanno acquisito una grande professionalità in anni di lavoro rappresentano una risorsa e un patrimonio fondamentale per la Asl della nostra provincia.

Per questo vanno garantiti tenendo conto che già di base prendono uno stipendio sicuramente più basso di tutti i lavoratori della sanità.

La dignità del lavoro e il rispetto delle persone non può mai prevedere la forma di contratti capestro all’insegna del “o mangi questa minestra o salti dalla finestra” , con incertezza totale sui tagli della remunerazione ed anche del luogo e dell’impiego lavorativo.

Dopo tante promesse e tante parole è giunta l’ora dei fatti. I nostri lavoratori rischiano più degli altri e necessitano di interventi urgenti.

Innanzi tutto una proroga dell’appalto che attenda l’esito della sentenza del consiglio di stato sull’aggiudicazione e un incremento dei fondi come già promesso.

Rivolgo un appello ai consiglieri regionali del nostro territorio perché di fronte a questa vicenda non ci si può voltare dall’altra parte ed i parlamentari perché portino questa vertenza al tavolo nazionale al Ministero del lavoro essendo una problema che riguarda più di 2000 lavoratori nel Lazio.

Il tavolo nazionale può fornire un aiuto concreto. Anche gli enti locali debbono mobilitarsi perché la già grave situazione occupazionale della nostra provincia riceverebbe un forte danno da questa vicenda che incrementerebbe la povertà delle famiglie del nostro territorio. A ben guardare non sarebbero nuovi poveri ma nuovi precari poveri.

Per questo presenterò una risoluzione al consiglio Comunale di Viterbo e la invierò a tutti i sindaci della provincia perché di fronte alla sofferenza e alla preoccupazione di tanti nostri concittadini solo insieme possiamo trovare una soluzione.

L’assordante silenzio che cala ormai da troppo tempo su temi che riguardano la vita dei nostri concittadini è inaccettabile e questa volta su una vicenda seria come questa non deve accadere. Impegniamoci tutti, ognuno con il suo ruolo, a non abbassare la testa. Non permettiamo la violazione dei diritti di questi lavoratori».

 

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