“Fatalismo è l’atteggiamento di rassegnata passività agli eventi. Ineluttabile è qualcosa contro cui non si può lottare, imposto da una tragica e fatale necessità; inesorabile, inevitabile.

Se qualcuno pensa che noi si possa accettare con fatalismo che le aggressioni ai medici e agli operatori sanitari siano un evento ineluttabile allora non immagina neanche quanto siamo convinti nell’insistere nella nostra idea che questa è una battaglia di civiltà e che continueremo a rompere le scatole finchè non saranno adottati provvedimenti seri ed efficaci per fare cessare questa spirale di odio e di violenza nei nostri confronti”.

 

Così in un comunicato Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio, e Benedetto Magliozzi, segretario della Cisl Medici di Roma Capitale/Rieti, commentando l’ennesimo grave episodio accaduto a Viterbo dove un giovane è stato fermato la notte di San Silvestro dopo che al concerto organizzato dal Comune aveva dato in escandescenze e se la sarebbe presa con il personale dell’emergenza sanitaria presente in loco.

“Cosa pensano di ottenere questi energumeni aggredendo i camici bianchi, sfasciando i pronto soccorso, dando fuoco alle ambulanze? Siamo convinti che prima o poi varcheranno il portone di un carcere e magari non potranno confidare nelle attenuanti di pena che a qualcuno sono state recentemente riconosciute perché in sede di giudizio si è ritenuto avesse agito in preda ad una tensione emotiva. Il clima di tolleranza verso questi individui deve cambiare. Ma è necessario che la Camera dei Deputati approvi subito la legge in esame. Questo sarebbe un segnale da parte di una classe politica che in gran parte ci ha abituato ad uno stucchevole immobilismo in materia di sicurezza dei cittadini e dei lavoratori. Siamo cittadini, siamo medici e siamo lavoratori” – conclude il comunicato della Cisl Medici Lazio.