L’olio di CBD è un prodotto fantastico. Caratterizzato dalla presenza, come ingrediente principale, del fitocannabinoide più famoso dopo il THC – e a differenza di esso privo di effetti collaterali – è venduto sia presso diversi negozi fisici presenti per le strade delle nostre città, sia online.

Per amor di precisione bisognerebbe… parlare al plurale! Sì, hai capito benissimo: oli di CBD e non olio. Il motivo è legato al fatto che il prodotto può avere diverse caratteristiche. Sulla base di esse, si può poi scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Se sei qui, significa che ti interessa sapere qualcosa di più in merito. Fantastico! Non devi fare altro che proseguire nei prossimi paragrafi dell’articolo.

Metodo di estrazione

Un criterio di indubbia importanza quando si tratta di scegliere l’olio di CBD riguarda il metodo di estrazione. Il più sicuro – ed efficiente – è quello che prevede il ricorso alla CO2. Quest’ultima viene sottoposta a una procedura un po’ particolare che prevede, nel medesimo tempo, la pressurizzazione sotto forma liquida e gassosa. Grazie all’approccio appena descritto, è possibile concretizzare una separazione ottimale tra i cannabinoidi e i terpeni, le molecole a cui la cannabis deve il suo inconfondibile aroma.

Non solo questo metodo è considerato il non plus ultra per chi vuole consumare un olio di CBD di qualità ma, quando scelto dal produttore, dovrebbe essere sempre messo in primo piano sulla confezione.

Grado di purezza

Il grado di purezza è uno degli aspetti più rilevanti da considerare quando si parla di olio a base di cannabidiolo. Come è chiaro dando un’occhiata al CBD di Weedzard o alle proposte di altri e-commerce, sono davvero tante le alternative da prendere in considerazione.

Tra queste spicca l’olio di CBD al 10%. Ideale per chi si approccia da zero o quasi al mondo della cannabis light, è un’ottima opzione anche per chi, a prescindere dalla sua confidenza con la pianta, cerca un prodotto in grado di garantire un blando effetto rilassante e, nel contempo, l’assenza di effetti collaterali.

Quando si parla di percentuali più consistenti, pari per esempio al 20, si ha invece a che fare con soluzioni che permettono di tenere sotto controllo stati ansiosi o problematiche come l’insonnia. Chiaro è che, in caso di conclamati sintomi depressivi – p.e. una visione costantemente negativa di se stessi, del futuro e del mondo che si ha intorno – l’olio di CBD non è sufficiente ed è il caso di rivolgersi a uno psicoterapeuta.

Olio vettore

Il capitolo dell’olio vettore ricopre un ruolo basilare nel momento in cui si parla dell’olio di CBD e dei consigli per sceglierlo. Olio in cui è diluito il principio attivo, può essere di diversi tipi. Nell’elenco spicca l’olio extra vergine di oliva, che viene consigliato nei casi in cui si assume l’olio di CBD con lo scopo di apprezzare un senso di benessere generale. L’alimento appena citato, infatti, è notoriamente ricco di benefici sia dal punto di vista antiossidante, sia per quel che concerne l’efficacia antinfiammatoria.

Provenienza della materia prima

Non c’è che dire: sono diversi gli aspetti da considerare nel momento in cui si chiama in causa la scelta dell’olio di CBD. Un criterio di grande rilevanza riguarda la provenienza della materia prima. I consigli degli esperti vedono in primo piano il ricorso a oli realizzati a partire da canapa italiana. In questo modo, si fa una scelta sostenibile – km 0 e agricoltura biologica – e si ha la sicurezza di avere a che fare con un prodotto frutto di una filiera di altissima qualità e controllata in ogni suo step.

Concludiamo ricordando la possibilità di scegliere oli aromatizzati – uno dei profumi più apprezzati è la menta – e, di riflesso, ancora più piacevoli da utilizzare soprattutto quando ci si rilassa.

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