Stasera si riunirà la Conferenza Unificata, Stato, regioni e autonomie locali, che dovrà esprimere il parere obbligatorio sulla revisione delle ”Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID19 in materia di trasporto pubblico” che sono le “istruzioni” vincolanti anche per aziende e enti territoriale.

Con il DPCM del 7 agosto 2020 hanno già “allargato le maglie” per alcune regole di precauzione, rispetto alla c.d. Fase 3, ed hanno già portato la capienza massima ammissibile al 60% di quella fissata all’atto della omologazione dei mezzi.

«Stasera – avverte il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord – potremmo quindi rischiare di avere la capienza massima ammissibile aumentata al 75% o peggio al 100%, annullando di fatto tutte le precauzioni sui distanziamenti, fermo restando l’obbligo della mascherina e quindi tutta la responsabilità verrà di fatto trasferita al povero utente del servizio che dovrà sgomitare e litigare per non viaggiare come le sardine.
Ricordiamo che le corse sono già pagate al 100% di quello che incassavano fino a Febbraio, senza riduzioni o penali.
Il risultato sarà che i gestori (nel nostro caso ATAC) verranno praticamente incentivati a fare meno corse o le corse che “potranno”,riempiendo i mezzi fino al massimo consentito come prima del Covid e la remunerazione contrattuale sarà immutata, ergo quindi verranno pagati il 30 o 35% in più a treno/chilometro. Spariranno i cartelli per il rispetto del distanziamento sociale?
Per questo abbiamo invitato la Regione Lazio a non cedere e a mantenere le attuali prescrizioni. Rischiamo grosso stavolta».