Il Sindacato Conf.A.E.L. (Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori) inoltra agli organi di stampa la missiva che in dara 15 gennaio 2022 ha indirizzato alla Dirigenza della A.S.L. di Viterbo.

«Ci giunge notizia di una nuova, ennesima, riorganizzazione delle U. O. C. e dei servizi presso il P. O. di Belcolle. Malgrado l’emergenza pandemica insiste sul nostro territorio da due anni, codesta Direzione Strategica si trova ad affrontare questa criticità ancora come se fosse la prima volta, dimostrando e confermando la propria inadeguatezza e l’assoluta mancanza di capacità previsionale e di programmazione.

Nonostante la grave situazione di carenza di personale che sussiste, indipendentemente dall’emergenza sanitaria e, nonostante le ripetute ed accorate denunce che sia questa O. S. ma anche altre organizzazioni sindacali hanno mosso, la situazione non è mai migliorata, anzi le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la qualità assistenziale erogata hanno subito un ulteriore peggioramento.

Oltre alle criticità perenni che in questa azienda persistono e interessano sia gli addetti ai lavori sia le persone che hanno necessità di usufruire del servizio sanitario locale, da qualche giorno numerosi servizi stanno subendo delle contrazioni, a nostro parere, arbitrarie e del tutto illogiche che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e soprattutto degli utenti.

Esempio emblematico di quanto denunciamo è rappresentato dalla situazione della degenza ematologica che, ancora una volta, la quarta in due anni e la seconda in meno di tre settimane, sta subendo un nuovo trasferimento.

La nuova ubicazione della degenza ematologica si trova al nono piano del blocco C di Belcolle; in questa porzione della struttura sanitaria dovrebbero trovare assistenza persone affette da patologie oncoematologiche e che, per la natura della loro patologia, portano con sé delle fragilità aggiuntive, come una condizione di neutropenia ad esempio. In virtù di quanto appena detto ci chiediamo se codesta Direzione Strategica abbia ben chiaro in mente le specificità di questa tipologia di malati; noi preferiamo credere che siamo in balia di una dirigenza ignorante in materia piuttosto di dover pensare che in tutto ciò ci sia della consapevolezza. Se il malato deve essere al centro di ogni processo sanitario, in questa A. S. L. sembra che al centro ci siano solo gli interessi, non meglio specificati, dei soliti “pochi” signorotti che, al soldo della politica locale legiferano e fanno di un servizio pubblico ciò che meglio ritengono opportuno per coltivare interessi personali. Ad oggi, e per i prossimi mesi, al nono piano del blocco C di Belcolle saranno ospitati malati fragili che avrebbero la necessità di essere assistiti da un’équipe altamente qualificata e che invece verrà frammentata e, soprattutto, in una struttura idonea, come non è l’attuale struttura dove la degenza ematologica è stata trasferita. Una struttura fatiscente dove non è nemmeno possibile contenere in maniera efficace il rischio infettivologico (aspetto già di fondamentale importanza vista la natura dei pazienti ospitati ma che assume ancor più peso se consideriamo l’emergenza pandemica).

Vogliamo ricordare a tutti: autorità, cittadinanza e lavoratori, che già il 20 ottobre scorso alla presenza delle autorità politiche regionali, il Direttore Generale di questa A. S. L. inaugurava il nuovo “blocco” in cui avrebbero dovuto trovare ubicazione alcuni servizi come, ad esempio il dipartimento oncoematologico. Alla luce dei tre mesi che sono ormai trascorsi da questa inaugurazione ci chiediamo a cosa sia servita questa manifestazione pubblicizzata in pompa magna sugli organi di informazione locale e sui social network aziendali, se non per la solita ridicola e faziosa propaganda? O forse era necessario annunciare una inaugurazione per non incorrere in ulteriori fallimenti che avrebbero portato anche ad altre conseguenze?

Chiediamo alle autorità competenti di verificare se l’operato di codesta Direzione Strategica rispetta le norme regionali e nazionali e qualora fossero ravvisate delle irregolarità di prendere i provvedimenti del caso. Chiediamo a gran voce che le gravi mancanze ed inadempienze denunciate possano trovare soluzioni affinché l’incolumità dei malati e dei lavoratori non venga ulteriormente pregiudicata.».