Montefiascone

A volte, specialmente di fronte a certi eventi, come l’attuale epidemia coronavirus, è bene, ritengo, che l’uomo razionale ed intelligente, soprattutto il vero cristiano, si fermi, non si faccia prendere dal panico, non ragioni solo con la pancia ma rifletta e vada oltre, analizzando la realtà alla luce della Fede, con la forza della Speranza, con la piena fiducia in un Dio che, comunque e sempre, è Padre, e la storia ce ne da atto.

Nei secoli bui, seicento, settecento, delle grande invasioni spagnole e francesi in Italia le epidemie come la peste, famosa la bubbonica, mietevano migliaia, centinaia di migliaia di vittime, ebbene l’unico serio antidoto, era il ricorso ad una fervente preghiera, era la continua invocazione dell’aiuto Divino.

La città di Montefiascone, lungo Corso Cavour, come nelle piazzette delle singole frazioni, ancora oggi mantiene le testimonianze di tale atteggiamento di profonda fede cristiana.

Su diverse facciate è ancora ben visibile l’emblema della Santissima Eucarestia, altarini con la statua delle Vergine a testimonianza che gli abitanti di quelle case erano uscite indenni dalla peste, per protezione del Signore ferventemente e quotidianamente pregato, anche a seguito della grande predicazione di S. Bernardino da Siena che percorse le strade della città invitando tutti a pregare, ad invocare la protezione del Padre Celeste.

La stessa chiesetta, eretta nella Rocca dei Papi, chiamata, Chiesetta della neve, come tradizione vuole, anch’essa venne costruita, quale atto di ringraziamento, proprio a seguito del salvataggio della città da una feroce pestilenza che colpì buona parte dell’Alto Lazio per non dire l’Italia intera.
Oggi si chiudono le chiese al culto, non si favorisce il raduno del popolo di Dio, per pregare, per chiedere l’aiuto Divino. Dov’è la nostra fede? Che cristiani siamo?

Stiamo facendo tutto il contrario dei nostri lontani e vicini avi ! Si va a braccetto con i dettami di una società materialista che ha perduto il senso del vero cristianesimo e punta tutto sulla scienza, sulle proprie scoperte, le quali poi, come in questo caso, si rivelano impotenti e di poca tempestività.

Il luogo di culto lo si ritiene luogo di possibile contaminazione; la casa del Padre, il Tempio della presenza della SS. Eucarestia si considera luogo di possibile contaminazione!

Come cristiani tutto questo non lo si può accettare. Credo che, anche per sconfiggere il coronavirus, peste dei nostri giorni, pur condividendo le risoluzioni della scienza, si debba ritornare alla casa del Padre, si debba ritornare alla preghiera, dobbiamo fare il nostro mea culpa e rituffarci, con totale fiducia di figli, nelle mani di Dio Padre. Chi può escludere che tale situazione non si possa ricondurre ad un segnale della Provvidenza per riportare l’umanità sulla retta via?

Come in altre occasioni riportate anche nella Sacra Scrittura, specialmente nel Vecchio Testamento. Chi non conosce le famose sette piaghe d’Egitto.

Pietro Brigliozzi