Questa seconda ondata dell’epidemia Covid-19 si sta espandendo nella città di Montefiascone in modo accentuato ed incontrollato, molto più forte e veloce di quanto accadde nella prima fase durante i tre mesi della primavera scorsa.

Il fenomeno non sta passando sotto silenzio, anzi sta richiamando l’attenzione di molti cittadini ed addetti ai lavori, ne scaturiscono diverse considerazioni, quali logiche conseguenze dei provvedimenti messi in atto.

Nel periodo nero della primavera scorsa, l’ex assessore alla Protezione Civile, Paolo Manzi, dimostrando molta oculatezza ed accogliendo i suggerimenti che gli venivano dati, comprese e condivise, che era necessario, oltre al rispetto delle precauzioni varate dal Governo centrale, bloccare il virus nel suo nascere e propagarsi.

Concretizzando questo postulato, s’impegnò per molti notti, in più tornate, a bonificare, sanificare e disinfettare tutta la città e le sue frazioni che le fanno da raggiera. Che sia stato un caso che sia stato un valore aggiunto, fatti al mano, il virus nell’intero territorio del colle Vulsineo non fu così irruento né devastante come lo è in questa seconda fase che, alla luce dell’esperienza, fatta in primavera, si prevedeva più “addomesticabile”; è successo l’esatto contrario.

Ci chiediamo: perchè mai ora non si attuano quegli stessi provvedimenti che, comunque hanno dimostrato una certa efficacia e validità?

La risposta ora è di stampo politico. Nella città di Montefiascone non c’è un’Amministrazione come allora, ma un Commissario Prefettizio, per cui ad esso spetta prendere decisioni ed agire. Tutti si augurano che quanto prima il problema venga preso in esame ed invocano che si ripeta la stessa strategia di bonifica del territorio che l’ex assessore Manzi attuò in primavera.

Brigliozzi Pietro